Il 29 aprile si è consumato un altro atto del progressivo isolamento dell’orvietano, territorio cerniera ma sempre più arrugginita. Si è tenuta l’assemblea dei soci del Patto Vato, l’occasione per avere un rappresentante nel cda della società. Il gioco dei veti e del muro contro muro è riuscito perfettamente. Il rappresentante uscente Gianluigi Maravalle, sindaco di Ficulle, aveva da tempo espresso il desiderio di non essere confermato nell’incarico.
Siamo arrivati così al 29 aprile. Durante l’assemblea dei soci il vice-sindaco di Montegabbione, Marco Spallaccini, ha proposto come nuovo consigliere Valentino Filippetti, primo cittadino di Parrano. Il nome stava passando ma è arrivato il veto del rappresentante del Comune di Orvieto, l’assessore Piergiorgio Pizzo. Proprio l’assessore ha riproposto il nome di Maravalle, che ha confermato la propria indisponibilità per l’incarico. Nel conseguente muro contro muro alla fine si è deciso di rinviare la scelta ad una prossima assemblea. Fin qui sembra una delle tante schermaglie della politica intanto, però, il cda si riunirà per prendere importanti decisioni sulla distribuzione dei fondi e sugli accordi tra Umbria e Toscana senza che l’orvietano possa far sentire la propria voce o portare proposte.
E allora più che un gioco sembra un autogoal con Orvieto e il suo territorio che subirà le scelte altrui, questa volta deliberatamente.