Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo una nota di ANPI Orvieto sul 25 aprile. L’Amministrazione comunale non ha organizzato alcun evento ufficiale per ricordare gli 80 anni di liberazione dalla dittatura fascista. Una mancanza gravissima che, nonostante il lutto nazionale per la morte del Santo Padre, non è giustificata. Dal 25 aprile nasce la democrazia, la Repubblica con i tanti pregi e i difetti, ma soprattutto è un giorno per riflettere sulla libertà e la pace. Sulla sobrietà, come direttore, mi permetto di dissentire. E’ lutto nazionale per la scomparsa di Papa Francesco I che, per credenti e non, è stato un faro che ha sempre difeso e lottato per gli ultimi, per la libertà di espressione e di parola, per la libertà religiosa, per la democrazia e la pace. Ecco, sobrietà non significa assolutamente musi lunghi e facce tristi, ma, forse, ritornare al vero significato del 25 aprile: il giorno che ha permesso la costruzione dell’Italia moderna e repubblicana, antifascista e che “ripudia la guerra”.
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, sezione di Orvieto, denuncia la totale assenza di iniziative e celebrazioni, da parte delle Istituzioni Comunali della Città in occasione della Festa della Liberazione che quest’anno celebra il suo 80° anniversario. Questa data che per legge è festa nazionale, ricorda l’ordine di insurrezione generale disposto dal Comitato di Liberazione Nazionale, che dopo 23 anni di dittatura e sei di guerra, diede il colpo di grazia al regime nazi-fascista, ponendo fine ad un fanatismo delirante ed al suo triste lascito di morti e macerie.
Altre Amministrazioni Comunali in varie forme, non hanno mancato di celebrare questa data, a prescindere dal colore politico del loro governo: Allerona, Parrano, Todi, Città della Pieve e Terni non hanno mancato all’appuntamento. Todi in particolare, pur essendo governata da uno schieramento di centrodestra come Orvieto, onora questa ricorrenza con ben sei eventi di diversa natura e sensibilità. Noi riconosciamo in quella data, l’atto simbolico del primo giorno della nostra democrazia, e per chi ci rappresenta un dovere a cui non è permesso sottrarsi. Volenti o nolenti, da qui siamo nati e qui vogliamo vivere.
Festeggeremo quindi con serenità, gioia, spirito di fratellanza ma concedetecelo, senza
sobrietà.
Lasciamo questa ed il lutto agli sciagurati lugubri cortei di chi frequenta Predappio.
Fonte: A.N.P.I. Orvieto
