Dal 5 marzo 2026 è attiva la procedura che consente agli esercenti di collegare il POS al registratore telematico.
Si tratta di un adempimento previsto dalla normativa entrata in vigore dal 1° gennaio 2026 e pensato per rendere più chiaro il rapporto tra pagamenti elettronici e corrispettivi comunicati al Fisco. L’obiettivo della misura è migliorare la tracciabilità dei pagamenti effettuati con carte e altri strumenti elettronici, mettendoli in relazione con i sistemi utilizzati per registrare gli incassi delle attività commerciali.
Su questo nuovo adempimento l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato anche una serie di risposte ai dubbi più frequenti degli operatori:
Come si effettua il collegamento
Una delle precisazioni più importanti riguarda la modalità di collegamento tra POS e registratore telematico. Non è necessario intervenire sui dispositivi o tantomeno sostituire il registratore di cassa. Il collegamento avviene semplicemente online.
L’esercente deve accedere all’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate e associare il proprio registratore telematico ai dispositivi utilizzati per incassare i pagamenti elettronici. Si tratta quindi di una comunicazione telematica che non richiede modifiche tecniche agli apparecchi già in uso.
L’operazione può essere effettuata anche da un intermediario delegato, come il commercialista, se abilitato ai servizi del portale.
Quali strumenti devono essere registrati
Devono essere collegati tutti gli strumenti con cui l’esercente riceve pagamenti elettronici legati alla vendita di beni o servizi: dai tradizionali POS ai sistemi di pagamento tramite app o piattaforme online.
Il bonifico bancario rappresenta invece un’eccezione. Non deve essere collegato al registratore telematico, anche se resta comunque un pagamento elettronico e deve essere indicato come tale nel documento commerciale.
Per effettuare il collegamento sono necessari alcuni dati identificativi del POS, normalmente presenti nella documentazione fornita dall’operatore che gestisce il servizio di pagamento.
Quando scatta l’obbligo e quando non è previsto
Il collegamento è richiesto quando il POS viene utilizzato per incassare operazioni per cui è previsto il documento commerciale, cioè la ricevuta che certifica la vendita.
Se lo stesso POS viene utilizzato sia per queste operazioni sia per attività che non richiedono l’emissione del documento commerciale – ad esempio alcune vendite particolari come tabacchi o carburanti – il collegamento rimane comunque obbligatorio.
Esistono però anche casi di esenzione.
L’obbligo non si applica se il POS è utilizzato esclusivamente per operazioni già escluse dalla certificazione dei corrispettivi, cioè quelle per cui non è previsto il documento commerciale. Un’altra situazione riguarda le attività che emettono sempre e solo fattura: in questo caso il collegamento non è necessario, a meno che venga effettuata anche una sola operazione con documento commerciale.
Le scadenze
Per i POS già attivi all’inizio del 2026, la registrazione del collegamento deve essere effettuata entro 45 giorni dall’attivazione della procedura online, quindi entro la metà di aprile.
A regime, invece, la comunicazione dovrà essere effettuata entro il secondo mese successivo all’attivazione di un nuovo POS o a eventuali modifiche, come lo spostamento del dispositivo tra diversi punti vendita.
In sostanza, la nuova procedura non introduce cambiamenti tecnici per gli esercenti, ma richiede soltanto di registrare online i dispositivi di pagamento utilizzati. Un ulteriore passaggio amministrativo che si inserisce nel processo, ormai consolidato, di digitalizzazione e maggiore trasparenza (controllo) nei pagamenti.
