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Anci Umbria chiede un confronto urgente con il Ministero: “Situazione ormai insostenibile per i pendolari”

Le difficoltà del trasporto ferroviario tra Umbria, Lazio e Toscana continuano a pesare sempre di più, al punto da spingere Anci Umbria a chiedere un confronto immediato con il governo. Il presidente, Federico Gori, e il coordinatore della Consulta Trasporti, Luca Tramini, hanno inviato una lettera al vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sollecitando l’apertura di un tavolo istituzionale che coinvolga Ministero, Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia. Una richiesta che rafforza l’appello già avanzato nei giorni scorsi dall’assessore regionale ai Trasporti, Francesco De Rebotti.

L’obiettivo è porre all’attenzione nazionale quello che, da mesi, viene denunciato da pendolari, studenti e amministrazioni locali: un peggioramento evidente e strutturale del servizio ferroviario.

“Negli ultimi mesi – spiegano Gori e Tramini – abbiamo registrato un aumento significativo dei disservizi: treni fermi per ore, attese prolungate, arretramenti delle prestazioni dei regionali, congestione delle linee lente e coincidenze sempre meno affidabili. A tutto questo si aggiungono rallentamenti anche sugli InterCity e una priorità sistematica concessa all’alta velocità, che finisce però per penalizzare il trasporto pubblico quotidiano”.

Le segnalazioni raccolte da Anci Umbria confermano un disagio crescente, aggravato dal fatto che molte aree della regione non dispongono di collegamenti stradali alternativi altrettanto rapidi. Per questi territori, il treno rappresenta l’unico mezzo di mobilità sostenibile per lavoratori, studenti e cittadini. Il suo progressivo indebolimento rischia così di alimentare un isolamento economico e sociale già fragile, soprattutto nelle aree interne.

Nella lettera al Ministro, Gori e Tramini sostengono pienamente la richiesta della Regione Umbria di aprire in tempi rapidi un confronto istituzionale su temi considerati prioritari: il ripristino di standard minimi di affidabilità, la garanzia di equità nell’assegnazione delle precedenze sulle linee condivise, un piano di interventi a tutela dei servizi regionali, investimenti mirati su infrastrutture e tecnologie di controllo, e un dialogo più stretto e costante con i Comuni umbri.

“La mobilità non è un servizio accessorio – ribadiscono – ma un diritto essenziale, una condizione necessaria per la qualità della vita e lo sviluppo dei territori. Per questo riteniamo indispensabile aprire quanto prima un’interlocuzione stabile e costruttiva con il Governo”.

Anci Umbria si dice pronta a collaborare, insieme alla rete dei Comuni, per individuare soluzioni condivise e riportare il servizio ferroviario a livelli adeguati alle esigenze dei cittadini e alla centralità strategica dell’Umbria nella rete di collegamenti tra Centro e Nord Italia.