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Mobilità elettrica ad Orvieto: siamo in difficoltà, ma non ancora sconfitti

Sono anni che a Orvieto si parla del problema delle colonnine di ricarica per le auto elettriche. Questo perché il nostro territorio è fortemente carente di un’adeguata struttura di ricarica pubblica, con notevoli disagi sia per i nostri cittadini che per i turisti. Per questo, Proposta Civica ha presentato una mozione che impegni l’Amministrazione ad un vero piano d’azione per almeno raddoppiare il numero di colonnine, utilizzare le tecnologie più recenti ed inserire tutto ciò nel nuovo piano dei parcheggi su cui la Giunta sta lavorando. Inoltre, chiediamo urgentemente di provvedere alla riparazione dell’infrastruttura esistente finché non verrà sostituita da nuove colonnine.

Guardando ai dati nazionali e quelli di Orvieto relativi alle infrastrutture di ricarica, appare chiaro che siamo molto indietro, ma anche che possiamo recuperare!

In Italia circolano oltre 600.000 auto elettriche e plug-in, mentre si contano 60.000 stazioni di ricarica pubblica, ovvero una ogni mille abitanti e ogni dieci veicoli elettrici. Lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica pubblica, essenziale per la diffusione dei veicoli elettrici, è finanziata da fondi privati e comunitari (anche PNRR). Inoltre, la tecnologia sta avanzando e ormai offre stazioni di ricarica con colonnine più veloci e pratiche rispetto al passato.

Ma se l’Italia si muove, se la tecnologia accelera, Orvieto è ferma e fortemente indietro nello sviluppo dell’infrastruttura. Ad Orvieto abbiamo solo cinque colonnine di ricarica: ne dovremmo avere 19 per essere allineati alla media nazionale. Delle cinque presenti, quattro colonnine sono Slow, cioè le più lente, che richiedono cinque-sei ore per ricaricare l’auto. Inoltre, da molto tempo, solo tre delle cinque colonnine sono funzionanti, e tutte posizionate fuori dal tessuto cittadino.

Nel nostro comune la mobilità elettrica è pertanto fortemente discriminata e lasciata attualmente fruibile solo ai possessori di box privati. Attrezzare il proprio box auto con prese di ricarica non è però possibile per tutti, e comunque limita l’uso di tali veicoli ad un raggio d’azione di circa 100-200 km dalla propria abitazione. La mancanza dell’infrastruttura di ricarica non danneggia solo i possessori di auto elettriche, ma anche i concessionari di auto e gli operatori turistici del nostro territorio. Difficilmente chi vuole comprare un’auto elettrica ne comprerà una dove sa già che sarà difficile ricaricarla, nonostante sconti e incentivi; altrettanto difficilmente un turista che ha un’auto elettrica verrà a Orvieto se corre il rischio di rimanere a piedi. Teniamo anche presente che il turismo “elettrico” è spesso posizionato nella fascia alto-spendente, rendendo il danno economico ancor più grave.

Questi numeri rendono Orvieto la pecora nera della Tuscia per la mobilità elettrica: Viterbo e provincia sono infatti tra le migliori in Italia come infrastruttura di ricarica. Non è però ammissibile pensare di andare fino a Bagnoregio, Lubriano o addirittura nelle stazioni HPC dell’autostrada a caricare la propria autovettura.

Orvieto è partita bene nel 2017-18 ed ora non rimane praticamente più nulla grazie all’incuria delle precedenti amministrazioni. Ampliare la rete di ricarica non costa, gli operatori sono pronti e richiedono solo piccoli spazi per l’installazione delle nuove stazioni. Con la Mozione presentata dalla nostra Consigliera Roberta Palazzetti chiediamo un vero impegno da parte della Giunta per risolvere questa situazione.

La Mozione è sostenuta da tutti i Consiglieri di Opposizione. Speriamo vivamente che la Giunta e la maggioranza si uniscano: è interesse di tutti fare il bene della città!