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L’opposizione vuole fare chiarezza sulla gestione del palazzo del vino

Il Palazzo del Vino e dei prodotti della terra: un’opportunità mancata per la valorizzazione partecipata del territorio? L’opposizione interroga il sindaco
A mesi dall’inaugurazione del “Palazzo del Vino e dei Prodotti della Terra – Centro delle Culture Agroalimentari ed Enogastronomiche dell’Area Interna Orvietano” presso il Complesso del San Giovanni, emergono dubbi sulla strategia di gestione e sul coinvolgimento degli attori locali. L’iniziativa, finanziata con 670.000 euro dai fondi POR FEASR 2014-2020 per le Aree Interne e completata nell’aprile 2024, avrebbe dovuto costituire un punto di riferimento per la valorizzazione del vino di Orvieto e dell’agroalimentare locale, favorendo la partecipazione attiva di comunità e rappresentanze di settore. Tuttavia, ad oggi, il processo partecipativo sembra assente.
Il progetto, parte della Strategia delle Aree Interne Sud-Ovest Orvietano siglata da Regione e Ministeri nel 2018, prevedeva la creazione di un Emporio dei Prodotti della Terra e dell’Artigianato, un Centro di Documentazione Territoriale e un hub per la formazione enogastronomica. Tuttavia, l’iniziativa oggi appare più come l’ennesima occasione di molesta propaganda che come un progetto strutturato per la crescita del comparto.
Molte questioni restano aperte: con quali strumenti si intendono coinvolgere i comuni dell’Area Interna e i soggetti organizzati nella definizione della strategia di gestione? Perché, finora, non sono stati convocati rappresentanti di categoria, associazioni culturali e di promozione, consorzi, scuole ed enti del terzo settore per un confronto sulle strategie di sviluppo e valorizzazione? Perché non è stata spesa una sola parola per sostenere la missione educativa del progetto?

Un altro nodo cruciale è la sostenibilità economica: quali risorse finanziarie garantiranno il funzionamento della struttura nel lungo periodo? Quali saranno le modalità di governance affinché il Palazzo del Vino risponda concretamente alle esigenze di tutto il territorio dell’Area Interna, evitando che si trasformi in un’operazione “proprietaria”?
Con l’interrogazione presentata il 27 gennaio 2025, chiediamo all’amministrazione comunale di avviare con urgenza un percorso di co-progettazione e co-programmazione della struttura, garantendo trasparenza e un reale coinvolgimento degli attori locali.

Solo un processo partecipativo rigoroso potrà trasformare questa iniziativa in un volano per la crescita dell’agroalimentare e dell’enogastronomia locale, evitando che resti un contenitore vuoto.