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Cogesta, il giudice autorizza l’esercizio provvisorio: continuità produttiva e garanzia per imprese e dipendenti

Era nell’aria e ora è ufficiale: con un provvedimento depositato il 30 settembre, il Tribunale di Terni – sezione procedure concorsuali – ha autorizzato l’esercizio provvisorio dell’attività di Cogesta, la storica cooperativa orvietana in liquidazione giudiziale.

La decisione, firmata dal giudice delegato Claudia Tordo Caprioli, accoglie la richiesta avanzata dal curatore lo scorso 29 settembre e consente la prosecuzione dell’attività per 30 giorni rinnovabili.

Il provvedimento sottolinea come la continuità operativa non solo non arrechi pregiudizio ai creditori, ma rappresenti una scelta di interesse pubblico: preservare i livelli occupazionali, mantenere la funzione produttiva e salvaguardare il valore di avviamento dell’impresa, in vista di una possibile cessione o riorganizzazione.

Si tratta, inoltre, di un atto di assoluto buonsenso: senza la prosecuzione, molte aziende legate alla cooperativa si sarebbero trovate in difficoltà a rispettare scadenze amministrative cogenti, con il rischio concreto di danni immediati e problematiche a catena sull’intero indotto. Evitare un’interruzione così improvvisa significa dunque garantire non solo i dipendenti, ma anche la stabilità di clienti, fornitori e imprese partner.

Un passaggio cruciale riguarda anche l’aspetto della tutela sociale: la prosecuzione dell’attività, pur non garantendo utili immediati, viene ritenuta “quantomeno neutrale sotto il profilo economico” e necessaria a contenere i rischi per imprese e lavoratori coinvolti.

Non essendo ancora costituito il comitato dei creditori, il giudice ha esercitato in surroga le funzioni di valutazione e autorizzazione, confermando la linea già tracciata nelle scorse settimane: chiarezza sui crediti, netta separazione con le responsabilità della passata gestione e un percorso che può aprire concretamente alla nascita di una “good company” affidata ai dipendenti.

L’autorizzazione all’esercizio provvisorio segna dunque un passaggio di svolta nella procedura: un tempo utile per verificare le reali possibilità di continuità e, allo stesso tempo, per garantire la massima trasparenza sulla gestione dei crediti, aspetto che resta il nodo centrale della vicenda.