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Tra stanchezza, investimenti e cultura halal il racconto della cessione imminente

Immagine generata con l'IA

Come anticipato in esclusiva il 30 marzo, è imminente la cessione di una storica attività del centro di Orvieto a un fondo qatariota interessato al settore food e accoglienza turistica. Siamo entrati in contatto con i soggetti interessati che, non senza qualche imbarazzo e contrarietà non hanno potuto smentire l’operazione che dovrebbe concretizzarsi entro Pasqua. Le parti coinvolte chiedono discrezione fino al closing.

Il venditore, ha parlato di una scelta maturata dopo mesi complessi, segnati da stanchezza personale, difficoltà ambientali e dalla volontà di chiudere un percorso imprenditoriale portato avanti con grande impegno. “La trattativa ha avuto fumata bianca e non c’è nulla che possa far sparigliare le carte in tavola”, ha spiegato, chiedendo soltanto di attendere ancora qualche giorno prima di rendere pubblico il nome dell’attività.

Nelle sue parole emerge anche l’amarezza per un contesto locale che, secondo la sua lettura, spesso fatica a sostenere chi prova a investire e a innovare. Alla base della decisione, oltre alla stanchezza accumulata, “c’è un’offerta economica ritenuta congrua, tale da consentirgli di uscire dall’attività dopo aver saldato i debiti contratti per rilevarla”.

Sempre il venditore continua “la vendita, a quanto trapela, sarebbe stata favorita anche da una voce circolata nei mesi scorsi su una possibile cessione a un noto costruttore locale. Una ricostruzione che avrebbe contribuito ad attirare l’attenzione di un mediatore già alla ricerca di locali su cui investire. Da lì si è sviluppato il contatto con l’emissario del fondo qatariota, che ha individuato nel locale un’opportunità interessante in chiave internazionale”.

Qualcosa ci ha dichiarato anche il rappresentante degli acquirenti, che ha parlato di un investimento coerente con la strategia del gruppo, orientata a valorizzare il comparto food e l’ospitalità in Italia. L’idea sarebbe quella di proporre un format con cucina halal e alcool free, affiancato da contaminazioni tra tradizione italiana e araba, con il supporto di aziende agrozootecniche e di trasformazione già presenti in diversi Paesi del Mediterraneo e del Nord Africa.

“Ci piace portare la cultura araba in giro per il mondo e creare un dialogo tra tradizioni culinarie differenti” ha . Una volta definita l’operazione, ha aggiunto, verranno rese note ulteriori informazioni sul nuovo corso dell’attività.

Il futuro del locale non è stato ancora comunicato nei dettagli, ma secondo le prime indiscrezioni potrebbe prevedere una profonda riorganizzazione dell’offerta, tra piatti della tradizione mediorientale e richiami alla cucina locale. Un cambio di passo che, se confermato, segnerebbe una svolta significativa per una delle realtà più note del centro storico orvietano.