Il futuro della storica sorgente “Tione” anima il dibattito politico e approda in consiglio comunale, vista la prospettiva di una riattivazione del sito, che in passato ha rappresentato un fondamentale motore economico e occupazionale per il territorio.
L’input è arrivato dai banchi dell’opposizione durante il consiglio comunale del 30 marzo, con un’interrogazione presentata dal gruppo consiliare del PD e illustrata in aula dal consigliere Federico Giovannini. L’esponente dem ha chiesto chiarezza sui tavoli istituzionali e sulle prospettive di sviluppo, domandando all’Amministrazione: “quale posizione amministrativa e politica abbia assunto o intenda assumere il Comune di Orvieto nell’ambito del procedimento di rilascio del permesso di ricerca mineraria relativo alla sorgente del Tione, se il parere dell’amministrazione comunale espresso o in via di espressione sia stato accompagnato da specifiche condizioni o indirizzi finalizzati alla tutela dell’interesse pubblico locale, se l’amministrazione comunale disponga di informazioni circa l’esistenza di soggetti imprenditoriali interessati al futuro sfruttamento della risorsa idrica e quali interlocuzioni siano eventualmente in corso, se sia stato promosso o si intenda promuovere un confronto istituzionale con la Regione Umbria, volto a definire una strategia condivisa che garantisca sostenibilità ambientale dell’emungimento, ricadute occupazionali locali, valorizzazione industriale coerente con il territorio. Se l’Amministrazione ritenga opportuno coinvolgere preventivamente il Consiglio Comunale nella definizione degli indirizzi strategici relativi all’utilizzo della sorgente del Tione, considerata la rilevanza pubblica della risorsa, quali iniziative politiche e amministrative intenda assumere affinché la riattivazione della sorgente non si traduca in una mera operazione autorizzativa, ma in un progetto di sviluppo territorialmente governato e coerente con gli interessi della comunità orvietana”.
A rispondere facendo il punto della situazione è stata la sindaca Roberta Tardani, che ha confermato il via libera preliminare della giunta, chiarendo però i rigidi confini dell’attuale fase autorizzativa: “la giunta comunale, nell’ambito del procedimento relativo al permesso di ricerca sulla sorgente Tione ha espresso parere favorevole nella consapevolezza che la fase di ricerca rappresenta il primo passaggio preliminare indispensabile per conoscere in modo approfondito la risorsa e procedere alla riattivazione del riconoscimento ministeriale dell’acqua attualmente sospeso. È importante chiarire un punto fondamentale. Il permesso di ricerca non equivale in alcun modo a un’autorizzazione allo sfruttamento, ma consente esclusivamente attività di studio, analisi e verifica della risorsa che richiede anche un importante investimento. Viene rilasciato dalla Regione su richiesta del soggetto interessato e la Regione chiede il parere al Comune. Eventuali fasi successive al permesso di ricerca, come la concessione che compete alla Regione, richiederanno ulteriori procedimenti autonomi e valutazioni sotto il profilo ambientale, urbanistico ed economico”.
La prima cittadina ha poi allargato lo sguardo alle ricadute future per la città: “il rilascio del parere positivo al permesso di ricerca, da parte della Giunta, si inserisce in una visione precisa. Il nostro territorio ha già conosciuto in passato un’esperienza significativa legata allo stabilimento che ha rappresentato un elemento importante per l’economia locale, sia in termini occupazionali che di indotto. Riteniamo non disperdere questa prospettiva, ma valutarla con serietà e responsabilità. È evidente che ogni eventuale sviluppo dovrà avvenire nel pieno rispetto della tutela ambientale, della sostenibilità dell’emungimento, della compatibilità con le caratteristiche del territorio e con il confronto con la Regione che c’è stato fino ad oggi e sarà centrale anche in futuro per garantire non solo la sostenibilità ambientale, ma anche occupazione locale e una valorizzazione della risorsa che crei di sviluppo. Allo stato attuale, per quanto riguarda i soggetti imprenditoriali, il Comune è a conoscenza del solo soggetto proponente nell’ambito del procedimento regionale. Tuttavia, è evidente che, qualora si aprissero scenari concreti per lo sfruttamento, sarà necessario pretendere trasparenza, solidità industriale e ricadute reali per il territorio. Per concludere siamo all’avvio di un percorso che come Comune intendiamo seguire, affinché una risorsa del territorio torni a essere, come già è stata in passato, un’opportunità concreta per la comunità locale”.
Rassicurazioni che hanno trovato sponda nella contro-replica del consigliere Federico Giovannini, il quale ha chiuso il dibattito dichiarandosi “soddisfatto delle parole del sindaco e dell’intenzione di coinvolgere anche il consiglio comunale su un tema così importante per il territorio”.