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Storie di cavalieri pallidi e scuri, critiche, giornalismo e politica

Fino ad ora non ho mai commentato e spiegato, ma forse è giunto il momento di chiarire.  Il Cavaliere pallido è andato giù durissimo.  Certamente non è stato delicato, politicamente scorretto e molto di parte.  Lo ha dichiarato fin dalla prima volta da che parte stava.  Certo se apparisse un cavaliere nero sarebbe una bella sfida….

E’ una campagna elettorale cattiva, dicono i detrattori, perché così la vuole il fantomatico corsivista di Orvietolife.  Diciamo la verità, allora, una volta per tutte.  Di cattiverie se ne dicono e scrivono tante, quotidianamente, soprattutto da quando si sono palesate le candidature, prima a sindaco e poi a consigliere.  Chi è senza peccato scagli la prima pietra!  Le voci e soprattutto gli screenshot girano vorticosamente, da alcuni verso tanti.  Quindi prima di prendere il sasso da scagliare pensiamoci tutti bene.

E’ tutta una corsa a scoprire chi sia questo fantomatico cavaliere pallido.  Descriviamolo.  E’ un cittadino, un po’ rude, che non conosce molto il politically correct, che scrive quello che in troppi sussurrano anche in chat private che ormai tanto private non sono.  E’ scomodo anche per chi ha deciso di ospitarlo senza filtri, o quasi.  Ospitarlo non è sinonimo di accordo totale, sia chiaro anche questo, ma la tutela del libero pensiero è la nostra stella polare, sempre.  Libertà di critica, di polemica anche dura.  Il “nostro” cavaliere ha una simpatia ben chiara ma non risparmia critiche a destra e manca e anche al civismo. 

L’ultimo corsivo ha scatenato polemiche a non finire, in particolare per la frase “quelli che alle elementari avevano il sostegno…”, effettivamente non politically correct.  Si poteva evitare?  Con il senno di poi tutto è perfettibile e correggibile, ma solo successivamente.  E poi, c’è chi se ne assume le responsabilità, il cavaliere pallido e il sottoscritto che è sempre disponibile a ospitare articoli di replica, sempre!

Quello che non si può accettare è la colpa di aver alzato il livello perché fin dall’inizio e anche in maniera preventiva c’è chi lo ha fatto.  Frasette, battute, messaggi, saluti mancati, agit-prop che provocano per strada e con chat.  Ma gli screenshot che sono sempre in agguato.    Le critiche al cavaliere pallido assomigliano molto al fumo negli occhi per distrarre il popolo dai programmi, i progetti e le vere intenzioni dei 4 candidati sindaco. Di una cosa, per concludere, sono certo che dopo aver riportato acriticamente i comunicati di ogni parte politica così come prevede la legge resta l’autonomia del giornalista di scrivere, commentare, criticare, essere parte come ogni cittadino della vita politica.  La marmellata con un’informazione piatta e silenziosa non ci piace, non ci piacciono le posizioni protette, comode e abbiamo sempre scelto di battersi per un’informazione libera e indipendente da interessi e potentati.