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Rinnovo carte d’identità e disabilità: la sindaca chiarisce in consiglio la vicenda dell’Ufficio Anagrafe

In merito alle notizie recentemente apparse sugli organi di informazione riguardanti le presunte difficoltà incontrate da una persona con mobilità ridotta nel rinnovo della propria carta d’identità presso gli uffici comunali di Orvieto, l’Amministrazione ha voluto fare chiarezza. La risposta è arrivata direttamente dal Sindaco, Roberta Tardani, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale, in replica ad un quesito de consigliere del gruppo misto Daniele Di Loreto durante il “question time”.

Nessuna segnalazione ufficiale e verifica immediata Il Sindaco ha esordito precisando che l’Ente non ha mai ricevuto comunicazioni o reclami ufficiali riguardo all’episodio, del quale è venuto a conoscenza solo tramite la stampa. Nonostante la mancanza di una segnalazione formale, l’Amministrazione ha immediatamente avviato una verifica interna per ricostruire i fatti.

Dall’istruttoria condotta con il personale dell’ufficio Anagrafe, è emerso un quadro parzialmente diverso da quello inizialmente descritto. Secondo quanto riferito dall’operatore coinvolto, il contatto con l’utente sarebbe avvenuto esclusivamente per via telefonica; la persona interessata non si sarebbe dunque recata fisicamente presso gli uffici, come invece dichiarato.

La gestione degli appuntamenti e il servizio a domicilio In merito alla gestione della pratica, il Sindaco ha chiarito che il servizio di rilascio documenti avviene su prenotazione per gestire l’elevato afflusso attuale. Relativamente alla questione dei “45 minuti tassativi” per l’espletamento della pratica, il Comune ha smentito tale rigidità: l’operatore si sarebbe limitato a indicare le disponibilità di orario, lasciando all’utente la scelta tra diverse opzioni.

“È stato esplicitamente chiesto se l’utente fosse in grado di rispettare i tempi proposti, offrendo comunque la possibilità di optare per date con orari più distanziati”, ha precisato il Sindaco Tardani. È stato inoltre ribadito un punto fondamentale: l’Amministrazione prevede ed eroga regolarmente il servizio a domicilio proprio per venire incontro a chi, per ragioni di salute o disabilità, non può raggiungere gli uffici. “Non c’è stata alcuna volontà di negare un diritto”, è stata la ferma sottolineatura della prima cittadina.

Le scuse dell’Amministrazione Pur difendendo la validità delle procedure adottate nel periodo post-Covid – che finora non avevano mai fatto registrare criticità di questo tipo – l’Amministrazione ha mostrato apertura verso il cittadino: “Se si è verificato un problema di comunicazione tra operatore e utente, considerato che il tutto si è sviluppato telefonicamente, l’amministrazione e gli uffici si scusano con il soggetto interessato”.

L’obiettivo del Comune resta quello di garantire efficienza e supporto a tutti i cittadini, con un’attenzione particolare alle fasce più vulnerabili, impegnandosi a migliorare costantemente il dialogo tra uffici e utenza per evitare che simili malintesi possano ripetersi in futuro.