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Quando il ministro Salvini studia in Giappone… ma dimentica i pendolari

Il ministro Matteo Salvini è andato in Giappone a studiare. No, niente laurea, è andato a Tokyo e dintorni per studiare il trasporto ferroviario che lì funziona. In Giappone convivono treni superveloci e convogli pendolari, gli orari vengono rispettati al secondo, non al minuto e sui tabelloni vengono segnalati i ritardi, udite, udite…a partire dal minuto. Le aree di scambio sono trafficatissime e la percentuale di guasti, inconvenienti tecnici, malfunzionamenti si contano sulle dita delle mani in un anno. I prezzi non sono certamente popolari. Secondo alcuni calcoli per una distanza di circa 130 Km un pendolare nipponico può acquistare un abbonamento mensile (denominato Teiki-ken) con un costo che varia dai 174 a 348 euro al mese a seconda della tipologia di treno prescelto.

Il nostro prode Salvini ha spiegato che è andato a studiare come funzioni l’alta velocità, il mantra vero in Italia. E poi ecco l’affondo e la contemporanea condanna a morte per il trasporto pendolare in Italia: “stiamo lavorando per dividere l’alta velocità dal traffico merci, regionale e locale” e questo lo si era intuito. E poi ancora, “oggi se un treno locale ha un problema a Firenze si rallenta l’intera dorsale dell’alta velocità: Stiamo lavorando per scindere i due traffici”. Amen!

Quindi delle condizioni di viaggio dei pendolari, assimilati al trasporto merci, “chissenefrega”. Oggi il mercato vuole i treni veloci, giusto, e bisogna farli viaggiare senza intoppi. Peccato che spesso ad avere problemi sono proprio i treni veloci che poi rallentano tutto il traffico perché hanno precedenza assoluta su tutto e tutti. Peccato che nelle altre nazioni spessissimo hanno linee ferroviarie a più binari con utilizzo esclusivo. Peccato che su tali linee all’estero si investa evitando che il limite di velocità sulla linea pendolari non sia di 105 Km/h come attualmente sulla tratta Orvieto-Roma.

Speriamo che al suo ritorno dal viaggio in Giappone abbia anche studiato come far circolare i treni (tutti i treni), farli arrivare in orario, manutenerli a dovere, migliorare le condizioni di viaggio dei passeggeri che sono cittadini e, tra l’altro, votano.