Parrano si prepara a ospitare una Festa dell’Acqua dal forte valore culturale e scientifico. L’edizione di quest’anno, infatti, si arricchisce di un’importante iniziativa promossa dal Gruppo Nazionale Acqua e Società (GNAES), che accenderà i riflettori su un affascinante sistema di opere idrauliche storiche lungo il Fiume Chiani.
Martedì 24 giugno, dalle ore 10 alle 17, il Museo del Territorio di Parrano farà da cornice a una giornata di studio dedicata a luoghi ricchi di storia e ingegnosità: la Fabbrica del Callone Pontificio, la Torre del Buterone, Muro Grosso e le Tane del Diavolo. Queste strutture, spesso dimenticate, rappresentano un patrimonio tecnico e paesaggistico di valore inestimabile.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Parrano e dal Consorzio di Bonifica della Chiana Romana, con l’obiettivo di avviare un percorso di valorizzazione e conservazione di queste opere, nate per la gestione delle acque e fondamentali per l’identità del territorio.
A guidare i lavori sarà un prestigioso Comitato Scientifico, composto da undici esperti e presieduto dall’ingegnere Lucio Ubertini, titolare della Cattedra Unesco in Gestione e Cultura dell’Acqua. Il focus sarà sulle peculiarità storiche, tecniche e sociali del sistema idraulico del Chiani, con un’attenzione particolare alla sua possibile valorizzazione come bene del patrimonio mondiale.
Non a caso, gli interventi discussi durante l’incontro sono stati candidati all’ICID (Commissione Internazionale per l’Irrigazione e il Drenaggio), per essere inseriti tra le Strutture di Irrigazione del Patrimonio Mondiale (WHIS – World Heritage Irrigation Structures). L’ICID, fondata nel 1950 con sede centrale a New Delhi, conta 63 Paesi membri, tra cui l’Italia, ed è impegnata a livello globale nella promozione di una gestione sostenibile delle risorse idriche.
Attraverso il lavoro del GNAES, l’ICID si propone come interlocutore autorevole delle Pubbliche Amministrazioni, affrontando i temi dell’acqua in chiave idraulica, sanitaria, ambientale e paesaggistica.
Quella di Parrano si preannuncia dunque come una giornata di riflessione e progettualità, che pone le basi per il riconoscimento e la tutela di un patrimonio “nascosto”, ma essenziale, del nostro territorio. Un appuntamento da non perdere per chi crede nell’importanza della memoria idraulica come chiave per un futuro sostenibile.
