Gli atti di vandalismo tornano a colpire il centro storico di Orvieto, con un’escalation che desta crescente preoccupazione. L’episodio più recente e grave ha interessato lo storico portone del Liceo Classico, deturpato da scritte ingiuriose incise in profondità. Un danno particolarmente significativo, considerando che lo stesso portone era stato oggetto di un recente restauro.
Questo non è un caso isolato. La deturpazione di un bene di tale valenza storica richiama alla mente precedenti episodi, come le scritte volgari apparse in passato su un muro esterno del Duomo. Tali gesti rappresentano un totale sfregio alla civiltà e rivelano l’ignoranza di chi danneggia un bene pubblico e simbolico, sia esso religioso o civile.
La recrudescenza di questi atti si estende anche all’area di piazza Cimicchi. Solo qualche settimana fa, gli pneumatici dell’auto di una cittadina orvietana sono stati tagliati, mentre un commerciante ha subito lo sfregio della propria vettura, probabilmente con una chiave. Questi episodi si aggiungono a quelli già registrati nei giardini di via degli Eucalipti a Ciconia, delineando un quadro allarmante.
Sebbene la videosorveglianza non sempre si riveli risolutiva nelle indagini, ciò che preoccupa maggiormente è il diffuso senso di impunità e lo sfregio nei confronti dei cittadini che lavorano, con il conseguente disagio che ne deriva. La totale mancanza di rispetto per i beni pubblici, spesso di grande valore storico e culturale, è un segnale preoccupante. È evidente che, oltre a un potenziamento delle telecamere, sia fondamentale promuovere una maggiore civiltà e un profondo rispetto per il bene pubblico e privato.