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L’allarme di Zeno (FILT-CGIL): “L’Umbria fuori dal mondo senza treni pubblici”

Ciro Zeno, segretario generale della FILT-CGIL Umbria ha spiegato in un’intervista ad Orvietolife a margine di una conferenza stampa cosa sta succedendo e cosa succederà nel trasporto ferroviario.

“Si blocchi immediatamente il processo di privatizzazione di Ferrovie dello Stato, è l’unico elemento che può salvare i pendolari umbri”. Questa la richiesta decisa di Ciro Zeno, durante un incontro con la stampa per parlare dei tanti problemi delle linee ferroviarie umbre, tenutosi davanti alla Stazione Ferroviaria.

Un appello alle istituzioni contro la privatizzazione

Zeno ha espresso apprezzamento per l’impegno dei sindaci e della Regione Umbria, ma ha sottolineato che manca un passo cruciale: “un atto formale, una linea di indirizzo, da recapitare al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini e al ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti per chiedere di fermare la privatizzazione”.

Il segretario ha evidenziato l’insostenibilità delle attuali tempistiche di viaggio: “Non si possono impiegare per andare a Roma due ore da Orvieto o Terni, quattro ore da Perugia o tre ore da Foligno, non è questo il futuro.” Ha poi posto un quesito fondamentale: “Se vogliamo mantenere un servizio universale, i treni interregionali devono passare sull’alta velocità; se la scelta è quella di un servizio commerciale abbiamo distrutto la vita dei pendolari in Umbria”. Per Zeno, la strategia governativa di privatizzare tutto porterà a un “disastro” e all’isolamento dei territori umbri.

Il rischio degrado del servizio pubblico

Zeno ha ricordato che nel 2026 il servizio universale degli Intercity, attualmente gestito dal Ministero dei trasporti, verrà messo a gara. Questo, ha spiegato, “è quindi facile prevedere ribassi dei servizi e l’abbattimento della qualità e delle garanzie per i cittadini”. Il rischio, ha avvertito, si estenderà poi ai trasporti regionali, che dovrebbero invece garantire servizi essenziali a tutti. “O si fa marcia indietro a livello di scelte politiche o non riusciremo a fermare il default del sistema”, ha sostenuto Zeno.

Per arrestare questo processo, “serve un’azione comune delle istituzioni regionali e locali, indistintamente dal colore politico, che abbia come obiettivo quello di salvare il servizio di trasporto e di fare pressione sul governo”. Questa è la richiesta della FILT-CGIL per difendere non solo i diritti dei lavoratori pendolari, ma di tutti i cittadini che utilizzano il treno come mezzo di collegamento tra l’Umbria e il resto d’Italia.