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Il potente Sayyād Qatar Invest ha acquistato lo storico Bar Montanucci

Dopo giorni di indiscrezioni, mezze smentite e successive, timide ammissioni, ora è arrivata la definitiva e clamorosa conferma: il misterioso investitore estero atterrato in città ha un nome e un volto. È il potente fondo Sayyād Qatar Invest ad aver acquisito le quote dello storico Bar Montanucci, vero e proprio salotto e istituzione del centro storico orvietano.

Le cifre e la strategia di espansione L’operazione, condotta nel massimo e più assoluto riserbo fino a poche ore fa, si è chiusa su cifre da capogiro per il mercato locale: il passaggio di mano è costato al fondo qatariota una cifra con più di sei zeri ma che non vogliono rivelare. Orvieto, per gli investitori mediorientali, è solo il punto di partenza. L’acquisizione rappresenta infatti soltanto il primo, strategico tassello di un piano di investimenti ben più ampio. L’obiettivo dichiarato del fondo Sayyād Qatar Invest è quello di concludere una serie di acquisizioni mirate nel settore dell’accoglienza e della ristorazione tra Umbria, Toscana e Lazio entro la fine del 2026, creando un network di locali di altissimo profilo.

Il nuovo nome e la rivoluzione del format Il cambio di proprietà non sarà soltanto un passaggio di quote societarie, ma porterà a una vera e propria rivoluzione per il settore food all’ombra del Duomo. Sulla Rupe sbarcheranno ufficialmente la carne e i piatti halal, preparati secondo i rigorosi dettami della tradizione islamica.

Come confermato dai portavoce del fondo, l’intera area sarà rigorosamente alcohol e pork free, ed è prevista la chiusura settimanale del locale nella giornata di venerdì, giorno sacro per la preghiera islamica. La rivoluzione toccherà inevitabilmente anche lo storico brand: su esplicita richiesta dell’attuale proprietario, Francesco Notazio, il locale non manterrà il nome storico. La nuova, esotica insegna che campeggerà a breve su Corso Cavour sarà “Kadhbat Ibrīl”.

Il menù: tra tradizione araba e contaminazioni italiane Il format innovativo punterà a fondere il fascino della location italiana con influenze mediorientali, intercettando anche i flussi di un turismo internazionale altospendente. Grande attenzione sarà riservata ai piatti della tradizione araba, come l’autentico kebab a base di agnello o pollo, affiancati da raffinate novità a base di pesce e frutti di mare.

I nuovi proprietari non rinunceranno ai classici della tradizione gastronomica italiana, che verranno però sapientemente rivisitati: non verrà servita carne di maiale, sostituita da pregiati salumi di cervo, capriolo e carne essiccata di manzo. Una garanzia di altissima qualità, assicurano dal fondo, poiché tutte queste materie prime proverranno direttamente dalle aziende zootecniche dislocate tra Spagna, Francia e Tunisia, già controllate dalla stessa holding qatariota.

I tempi e il restyling Per vedere il nuovo volto del “Kadhbat Ibrīl” non bisognerà attendere molto. I nuovi proprietari hanno già messo in cantiere un primo stralcio di lavori di ammodernamento e riorganizzazione degli spazi. Il cantiere prenderà il via subito dopo le festività di Pasqua e comporterà un restyling intensivo della durata di circa venti giorni, necessario per adattare le cucine e l’offerta al nuovo, ambizioso corso internazionale.

La storica insegna si prepara così a voltare pagina, proiettando una delle tradizioni più radicate di Orvieto in una dimensione globale.