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Sicurezza sulla Cassia ad Acquapendente, “basta chiacchiere, servono i documenti”: la sfida dell’opposizione al PD

La sicurezza stradale lungo la Via Cassia diventa il terreno di un acceso scontro politico ad Acquapendente. A far salire la tensione è il botta e risposta tra il segretario locale del Partito Democratico, Loriano Ronca, e le consigliere comunali di minoranza, Federica Friggi e Domitilla Agostini. Al centro del dibattito, non solo le condizioni dell’arteria stradale, ma la trasparenza degli atti amministrativi.

Nei giorni scorsi, il segretario dem aveva puntato il dito contro l’opposizione, accusandola di fare “propaganda” su un tema delicato come quello della viabilità. Secondo Ronca, l’amministrazione comunale non sarebbe rimasta a guardare, ma avrebbe già sollecitato gli enti competenti, partecipato a tavoli istituzionali e richiesto interventi di monitoraggio per la messa in sicurezza del tratto.

La replica della minoranza, affidata a una nota congiunta di Friggi e Agostini, non si è fatta attendere ed è passata direttamente dalle parole ai fatti burocratici: “Se è davvero così, non possiamo che esserne soddisfatte, perché la sicurezza dei cittadini non ha colore politico. Proprio per questo, chiediamo una cosa semplice: i documenti”. Le due consigliere denunciano infatti un ritardo a loro parere ingiustificato da parte della macchina comunale. Lo scorso 23 febbraio hanno depositato una formale richiesta di accesso agli atti per visionare l’intera documentazione relativa alle azioni intraprese dal 25 agosto 2022 (data di una loro precedente interrogazione) fino al 1° febbraio 2026. Questo per prendere visione delle comunicazioni inviate dal Comune ad ANAS, Regione o Ministero, dei relativi protocolli in entrata e in uscita, e delle eventuali risposte ricevute. “Si tratta di uno strumento previsto dalla legge che permette ai consiglieri di esercitare il proprio ruolo di controllo – spiegano Friggi e Agostini – eppure, a oltre un mese dalla richiesta, l’accesso agli atti non ci è stato ancora concesso”.

L’opposizione incalza l’Amministrazione mettendo in evidenza la contraddizione tra le dichiarazioni pubbliche e il silenzio degli uffici: “se davvero il Comune ha inviato solleciti e comunicazioni ufficiali, mostrare le carte dovrebbe essere la cosa più semplice del mondo. Non servono articoli di giornale o dichiarazioni politiche, servono atti amministrativi”.

Per la minoranza, quando in gioco ci sono la sicurezza stradale e l’incolumità pubblica, la trasparenza non rappresenta una concessione all’opposizione, ma un dovere inderogabile verso tutta la comunità. “La nostra richiesta resta la stessa: mostrate le carte – concludono le consigliere –. Il fatto che alla nostra richiesta formale non sia stata data risposta merita una spiegazione ancor prima delle polemiche politiche”.