Durante l’ultimo consiglio comunale del 12 giugno, Mauro Caiello (Biagioli per il bene comune) ha chiesto aggiornamenti sul progetto di realizzare una Scuola di Polizia all’interno dell’ex caserma Piave di Orvieto. A rispondere è stato il vicesindaco Stefano Spagnoli, che ha colto l’occasione per fare chiarezza su una questione che, a più riprese, è stata liquidata come semplice propaganda elettorale.
“È da oltre un anno che lavoriamo a questo progetto – ha spiegato Spagnoli – e continuiamo a farlo con impegno. Ne abbiamo discusso direttamente con il ministro dell’Interno Piantedosi, con il quale abbiamo avuto più incontri”. Il problema, ha precisato il vicesindaco, non riguarda la volontà politica, che c’è, ma lo stato strutturale dell’ex caserma, inutilizzata da oltre vent’anni e in condizioni di degrado avanzato. Tra i principali ostacoli ci sono la vulnerabilità sismica dell’edificio – attualmente a livello 2, quando dovrebbe essere almeno a livello 4 – e la presenza di eternit. “La struttura non è idonea e non può essere rimessa in funzione in tempi rapidi”, ha affermato Spagnoli. Un problema che si intreccia con le esigenze urgenti della Polizia di Stato, alle prese con un sistematico pensionamento di circa 5.000 agenti l’anno e un fabbisogno non più compensabile con le attuali capacità di formazione.
Secondo il vicesindaco, parlare di scuola di polizia a Orvieto non è stata una boutade da campagna elettorale: “la Polizia è effettivamente alla ricerca di strutture da destinare a nuove scuole di formazione. È vero che in passato alcune sono state chiuse, ma ciò è avvenuto durante governi di centrosinistra, quando era in vigore il blocco del turn over. Oggi le cose sono cambiate: il blocco è stato eliminato e c’è una carenza di oltre 12mila unità da colmare in tempi brevi”. Orvieto è tra le sedi prese in considerazione, ma la situazione dell’ex caserma Piave complica le prospettive. L’edificio è vincolato e quindi non può essere abbattuto e ricostruito, e i tempi stimati per un’eventuale rifunzionalizzazione si aggirano tra i 4 e i 5 anni. Un sopralluogo tecnico, effettuato un anno fa insieme all’allora vicesindaco Mazzi e a un pool di esperti della Polizia di Stato, ha stimato un costo tra gli 80 e i 100 milioni di euro per adeguare l’edificio alle normative sismiche e renderlo efficiente.
“La strada è complessa – ha concluso Spagnoli – ma non ci arrenderemo. Andremo avanti finché non ci verrà detto in modo definitivo che il progetto non è realizzabile, e solo per le ragioni che ho esposto”.