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Defibrillatori, Tardani: “progetto fermo dal 2017, la convenzione non fu mai firmata”

Durante l’ultima seduta del Consiglio comunale di Orvieto, il consigliere Massimo Perali (Fratelli d’Italia) ha chiesto chiarimenti in merito alla presunta convenzione tra il Comune e l’associazione “Amici del Cuore” per la manutenzione dei defibrillatori pubblici installati nell’ambito del progetto “Città Cardioprotetta”, oggetto di numerose comunicazioni di stampa risalenti al 2017.

La risposta del sindaco Roberta Tardani è stata netta: “La convenzione di cui si parla non è mai stata sottoscritta, nonostante una conferenza stampa e un comunicato, ancora visibile online, che nel 2017 annunciavano l’accordo tra il Comune di Orvieto e la Protezione civile per garantire la manutenzione dei defibrillatori”.

Secondo quanto riferito dal primo cittadino, già nell’aprile del 2017 la maggior parte degli apparecchi era stata ritirata a causa di una cattiva gestione e di un rimpallo di responsabilità sulla loro manutenzione. In quell’occasione, l’allora vicesindaco Cristina Croce e il responsabile della Protezione civile avevano parlato pubblicamente di un’intesa raggiunta, mentre il presidente dell’associazione Amici del Cuore si era detto soddisfatto, riconoscendo però che l’associazione non era più nelle condizioni di occuparsi della rete di cardioprotezione cittadina. Tuttavia, da quella data fino alla conclusione del mandato della precedente amministrazione – ha spiegato Tardani – nessuna convenzione fu formalmente firmata né i defibrillatori ritirati vennero ricollocati. A complicare ulteriormente la situazione, nel marzo 2019 l’associazione “Amici del Cuore” cessò le proprie attività.

“Quando siamo arrivati noi nel giugno 2019 – ha aggiunto il sindaco – abbiamo trovato solo rimasugli di un progetto ormai abbandonato, con defibrillatori vandalizzati e teche vuote ancora visibili in città. È stato necessario rimuovere tutto. La verità è che la convenzione annunciata sui giornali non è mai esistita, e il progetto è fallito perché è stato lasciato senza guida e senza manutenzione”.

Tardani ha infine sottolineato come l’insuccesso dell’iniziativa sia stato causato da una prolungata inerzia amministrativa e dal fatto che l’associazione promotrice fu lasciata sola nella gestione di un sistema che avrebbe invece richiesto un coinvolgimento strutturato e costante da parte del Comune.