Potrebbe presto cambiare volto il centro storico di Orvieto grazie a un intervento pensato per migliorare il decoro urbano risolvendo una questione annosa, quella dei bidoni della raccolta differenziata degli esercizi commerciali lasciati in bella vista lungo le vie e nelle piazze della città. Lo ha annunciato durante la question time in consiglio comunalle l’assessore all’Ambiente Andrea Sacripanti rispondendo a una sollecitazione del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Davide Melone, che aveva chiesto lumi sullo stato di avanzamento dell’intervento per la schermatura dei mastelli. Il 9 giugno, è stato posizionato e testato il primo prototipo di schermatura in Piazza Mazzini. “Ci auguriamo che l’effetto sia positivo – ha spiegato Sacripanti – e soprattutto funzionale al decoro della città, così da dare seguito alle fasi successive del progetto”.
L’amministrazione comunale punta infatti a coinvolgere tutte le attività commerciali del centro che usufruiscono del servizio, sottoponendo loro due opzioni: l’adesione al nuovo sistema di schermature o l’obbligo di dotarsi di uno spazio interno, come un magazzino, per il ricovero dei bidoni, in base a quanto già previsto dal regolamento comunale.
“Tra la fase di partecipazione degli utenti e la realizzazione vera e propria delle schermature – ha aggiunto l’assessore – ci prenderemo il tempo necessario per adeguare il regolamento, poiché la nostra intenzione è che sia il Comune ad acquisire direttamente le schermature e che venga poi applicato un canone di utilizzo a carico degli utenti”. L’obiettivo, ha specificato Sacripanti, è evitare disparità tra le attività che, pur senza spazi idonei, hanno investito per dotarsi di magazzini e quelle che oggi lasciano i bidoni su suolo pubblico. L’iniziativa rappresenta un passo concreto verso una maggiore qualità urbana: “non vedere più i mastelli a cielo aperto nelle vie e piazze del centro storico – ha concluso l’assessore – è uno degli obiettivi principali di questa amministrazione”.
La sperimentazione, se darà esiti positivi, potrebbe diventare il primo tassello di una trasformazione più ampia, in grado di conciliare esigenze ambientali, funzionalità del servizio e tutela dell’immagine di una città a forte vocazione turistica.