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Cammino dell’Intrepido Larth, un traguardo o un “casello”? La Fondazione Faina sceglie la monetizzazione

Le recenti dichiarazioni del Presidente del museo Faina in merito alla gestione degli arrivi del Cammino dell’Intrepido Larth destano profonda perplessità e amarezza. Le parole del Presidente rivelano infatti una visione anacronistica del turismo, che rischia di penalizzare non solo un progetto nato dal basso e finanziato senza alcun contributo comunale, ma l’intera rete economica della città di Orvieto.

 La richiesta di incamerare il 50% degli introiti della Credenziale del camminatore, o l’imposizione di un biglietto ridotto di 5 euro al solo scopo di scattare la tradizionale foto di fine cammino con l’Intrepido, denotano un approccio puramente esattoriale. I ricavi della credenziali  servono a mantenere in vita il Cammino (segnaletica, promozione, logistica). Tassare questo strumento, o ammettere candidamente che con il biglietto per la foto “entrano in pochi”, significa aver rinunciato a un enorme e prezioso flusso di marketing indiretto generato dai camminatori sui social network.

Il Cammino porta a Orvieto camminatori che pernottano, mangiano e generano ricchezza per le aziende partner del territorio, il tutto a costo zero per le casse pubbliche. L’approccio della fondazione Faina, appare simile a quello di un “casellante”: si attende che un’iniziativa privata porti i turisti al traguardo per poi tassarli, senza riconoscere o agevolare il percorso che li ha portati fin lì.

 Giustificare le chiusure lamentando “l’abitudine di lasciare zaini e bagagli” all’interno del museo e citando il “decoro di Piazza Duomo” è inaccettabile in una città a vocazione turistica. Il turismo lento dei cammini porta viaggiatori altospendenti e rispettosi, che per loro natura viaggiano con lo zaino. Le grandi mete di pellegrinaggio europee organizzano l’accoglienza predisponendo depositi bagagli, non usano gli zaini come pretesto per chiudere le porte o lamentare lesioni al decoro.

Il Cammino dell’Intrepido Larth non è solo “un’iniziativa interessante”, come definita dal Presidente, ma una risorsa economica e d’immagine vitale per Orvieto. Chiediamo pertanto un cambio di rotta: meno burocrazia punitiva e più visione d’insieme, per trasformare il traguardo del Cammino in una vera e propria festa dell’accoglienza, a beneficio di tutta la città e non solo del bilancio di un singolo ente.