L’episodio della troupe RAI che non è stata fatta entrare al Museo Faina lo hanno segnalato gli ideatori del Cammino dell’Intrepido Larth. Ma cosa è successo e perché il presidente della Fondazione, Andrea Solini Colalè avrebbe detto “no”? Lo abbiamo chiesto direttamente al presidente che ha ricostruito l’intera vicenda. “Non intendo assolutamente fare polemica – ha esordito Solini – ma voglio ricostruire tutto”.
Proviamo a ricostruire dall’inizio?
Il 2 aprile, più o meno all’ora di cena mi è arrivato un messaggio da parte di uno degli ideatori e gestori del percorso di Larth che mi spiegava come poco prima era stato contattato da Rai Tre per un servizio sul Cammino stesso. Usando il condizionale mi è stata prospettata la possibilità di una ripresa all’interno del Museo con un mio eventuale intervento.
Mi sembra una bella occasione di promozione per il Mueso?
Ci mancherebbe. Ma torniamo al messaggio perché altrimenti non si capisce ciò che è avvenuto dopo. La domanda che mi è stata posta è la seguente: “la RAI per girare deve fare richiesta ufficiale oppure basta una comunicazione informale come questa?”. Ho semplicemente replicato che vista l’ora tarda, erano le 21,40 circa, non si faceva in tempo per la richiesta ufficiale necessaria per riprese interne. Voglio ricordare che, di solito, ci viene inviata una mail a cui rispondiamo sempre in maniera positiva compatibilmente con gli impegni del sottoscritto e la situazione all’interno del Museo.
Ma il Museo, a parte il giorno di chiusura e gli orari di apertura, non dovrebbe aver problemi di sorta…
Infatti, di solito non abbiamo problemi ad assecondare tali richieste ma il giorno 3 aprile era veramente particolare. C’era una troupe di Rai Com, precedentemente autorizzata, e contemporaneamente le squadre di operai, i tecnici e i professionisti di OPSM e nostri stavano lavorando per l’allestimento della mostra che verrà inaugurata il 5 aprile. Poi c’erano i visitatori che già stavano subendo i disagi di tutto questo viavai di gente. Il sottoscritto, poi, non era presente per impegni professionali.
Ma non si poteva fare uno strappo alla regola? Alla mia risposta, a parte il grazie e a presto, non ho avuto altri riscontri o richieste urgenti. Per me la questione era chiusa lì. Poi se ci fosse stata una esigenza dell’ultimo minuto con una telefonata si trovava sicuramente una soluzione. Mi dispiace per tutto quello che è avvenuto dopo anche perché con il Cammino dell’Intrepido Larth collaboriamo in maniera positiva da tempo. Probabilmente c’è stato un difetto di comunicazione, un fraintendimento vero e proprio di cui mi dispiace.