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Alla presentazione della Cellula Luca Coscioni amministrazione comunale e maggioranza “non si sono fatti vivi”, un’occasione mancata

Sabato 7 dicembre 2024 si è svolta la conferenza-stampa per annunciare la fondazione del nostro gruppo: una Cellula Coscioni ad Orvieto.   L’evento, fortemente voluto dai membri e dal coordinamento della Cellula, rappresentava un passo necessario per presentarci alla comunità e per chiarire modalità e obiettivi del nostro progetto. Senza una simile occasione, infatti, difficilmente la cittadinanza avrebbe avuto accesso a informazioni riguardo lo sportello di consulenza, nelle materie di cui si occupa l’Associazione Luca Coscioni, che stiamo per aprire presso il Community Hub di Orvieto Scalo.   Altrettanto complicato sarebbe stato, senza l’eco che solo un evento ufficiale può diffondere, assumere credibilità dinanzi agli abitanti di Orvieto e del circondario. In fondo, la rupe e i paesi limitrofi non avevano mai visto, prima d’ora, una Cellula muoversi e operare fra i propri vicoli e le strade del centro.

Certo, Orvieto ha dato i natali a Luca Coscioni, e ne ha assistito impotente alla morte nel 2006, quando, dopo dieci anni di malattia, si spegneva senza aver visto compiuta l’opera di sensibilizzazione e la battaglia politica da lui promossa, senza neanche aver potuto raccoglierne i frutti, di cui invece tutti e tutte godiamo oggi. Un passaggio obbligato, dunque, quello di indire una conferenza-stampa, tanto più nella Sala Consiliare del Comune, che sorge a pochi passi dal negozio storico della famiglia Coscioni.  L’evento, che ha radunato un numero considerevole di interessati, provenienti anche da altre zone dell’Umbria, è stato però segnato da un’assenza importante: quella dell’organo amministrativo della città.

Nessun funzionario, nessun esponente della neo-insediata maggioranza, tantomeno la Sindaca, che aveva accettato di inaugurare la Cellula proprio nel Comune presso cui presta servizio, si è visto e si è fatto vivo.  La sala è stata totalmente auto-gestita dai presenti, persino nel provvedere a far funzionare i microfoni per dare inizio all’adunanza.   Del Consiglio Comunale, comunque, si deve segnalare la partecipazione del dottor Mauro Caiello, Consigliere di minoranza, candidato all’interno di una lista indipendente.  Va detto che non si vuole utilizzare questo spazio per puntare il dito, ma per sollevare una riflessione. Luca Coscioni, comunque la si pensi, è stato un personaggio politico di rilievo internazionale, e, ancor di più, una persona le cui gesta hanno dato lustro alla nostra Orvieto. Ancor prima di diventare Presidente dei Radicali Italiani, Luca Coscioni aveva mosso i primi passi in politica proprio nel luogo nel quale si è svolta la conferenza-stampa della Cellula che vuole rendergli omaggio. Il suo impegno è stato, e resta ancora oggi, un’ispirazione per chiunque voglia approcciarsi al mondo dell’attivismo, civico o partitico che sia. Il suo passaggio è scolpito nella roccia tufacea e la sua eredità morale è custodita nel cuore di molti, è richiamata a gran voce a Orvieto e altrove, viene ricordata persino all’estero.

Ciò su cui crediamo sia opportuno soffermarsi è che le battaglie della Associazione Luca Coscioni, di cui questa Cellula si fa carico e portavoce, è e deve essere trasversale rispetto a qualsiasi fazione e colore politico. I temi di cui ci occupiamo riguardano tutte le soggettività nella propria, personale individualità, ma inevitabilmente portano la società nel suo complesso a fare i conti con i costumi e i limiti che si sono cristallizzati nel modo di vivere dei più. Argomenti come l’eutanasia, la disabilità, l’aborto, la gestazione per altri, la garanzia di cure non convenzionali come la cannabis terapeutica, la libertà di autodeterminazione delle persone non inficiano il codice etico che ognuno usa per orientarsi nel mondo, ma, indubbiamente, lo scuotono e lo rendono opinabile.

Questi temi ci costringono, insomma, a metterci in discussione. E, proprio per questa ragione, non meriterebbero l’attenzione istituzionale che il 7 dicembre è mancata?

Ai posteri l’ardua sentenza.