I gruppi consiliari di maggioranza (Fratelli d’Italia, Civitas, Lega e Forza Italia) hanno presentato una mozione congiunta per esprimere formale contrarietà alla proposta di modifica della normativa regionale in materia di edilizia residenziale sociale. Il documento accende i riflettori sulle criticità della riforma che interviene pesantemente sui criteri di accesso alle case popolari. Per i firmatari l’eliminazione del requisito minimo di residenza e l’allentamento dei controlli sui carichi pendenti del nucleo familiare rischiano di penalizzare ingiustamente le famiglie orvietane e umbre da tempo in graduatoria. La coalizione sottolinea come la vera urgenza sia la carenza strutturale di alloggi ricordando che in Umbria ci sono oltre quattromila persone in attesa a fronte di appena due o trecento assegnazioni all’anno. Attraverso questo atto politico si impegna quindi il Sindaco e la Giunta a intervenire formalmente in Regione per sollecitare il mantenimento di criteri rigorosi legati alla legalità e per chiedere l’avvio di un piano straordinario finalizzato al recupero degli immobili attualmente sfitti o inutilizzati.
Di seguito riportiamo il testo integrale della mozione.
Oggetto: Contrarietà alla proposta di modifica della normativa regionale in materia di edilizia residenziale sociale e tutela delle famiglie residenti stabilmente in Umbria
Premesso che
• la Regione Umbria ha proposto una modifica alla legge sull’edilizia residenziale sociale, attualmente in fase di discussione;
• in Umbria risultano oltre 4.000 persone in graduatoria per l’assegnazione di alloggi pubblici;
• l’ATER Umbria assegna mediamente tra i 200 e i 300 alloggi l’anno, a fronte di una domanda nettamente superiore;
• la carenza strutturale di alloggi rappresenta la principale criticità del sistema;
Considerato che
• tra le proposte oggetto di discussione risultano:
– l’eliminazione di ogni requisito minimo di residenza;
– l’utilizzo degli alloggi pubblici anche per finalità penali e sociali;
– l’esclusione del nucleo familiare del beneficiario dagli accertamenti sul casellario giudiziale;
– la cancellazione del legame tra assegnazione della casa popolare e obbligo scolastico;
– l’allargamento del concetto di emergenza abitativa senza una scala chiara di priorità;
Rilevato che
• tali modifiche intervengono prevalentemente sui criteri di accesso, senza affrontare in modo strutturale il tema dell’incremento del patrimonio abitativo pubblico;
• redistribuire una risorsa già gravemente insufficiente, senza aumentarne la disponibilità, rischia di penalizzare le famiglie residenti stabilmente nel territorio umbro e orvietano;
• l’eliminazione o l’indebolimento di criteri legati alla residenza, alla legalità e alla responsabilità può generare tensioni sociali e compromettere il principio di equità;
• la casa pubblica non può essere considerata un automatismo, ma deve rappresentare un patto tra comunità, responsabilità e Stato;
Ritenuto che
• il principio di solidarietà debba necessariamente coniugarsi con il rispetto delle regole, con la tutela delle comunità locali e con criteri chiari e trasparenti di priorità;
• il Comune di Orvieto abbia il dovere istituzionale di rappresentare in sede regionale le preoccupazioni delle famiglie orvietane inserite nelle graduatorie e in attesa da anni;
IL CONSIGLIO COMUNALE DI ORVIETO
esprime formale contrarietà alla proposta di modifica della normativa regionale in materia di edilizia residenziale sociale
impegna il Sindaco e la Giunta Comunale:
• a rappresentare formalmente alla Regione Umbria la posizione del Comune di Orvieto, chiedendo il riesame delle modifiche che eliminano o indeboliscono requisiti di residenza, legalità e responsabilità senza un contestuale aumento degli alloggi disponibili;
• a richiedere un piano straordinario regionale per l’incremento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, con particolare attenzione al recupero degli immobili sfitti e inutilizzati;
• a sollecitare il mantenimento di criteri rigorosi di verifica dei requisiti, inclusi i controlli sul nucleo familiare e sugli elementi connessi alla legalità;
• a chiedere che ogni ampliamento dell’emergenza abitativa sia accompagnato da una scala chiara e trasparente di priorità;
• a riferire in Consiglio Comunale sugli effetti concreti della riforma per i cittadini orvietani.
