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730/2026 al via: scadenze, modalità e cosa sapere

Tra pochi giorni, come tutti gli anni prende il via la stagione della dichiarazione dei redditi. Un appuntamento che, nel caso del Mod. 730, riguarda da vicino migliaia di contribuenti, tra lavoratori dipendenti e pensionati

Il 730 rappresenta la modalità più semplice e immediata per dichiarare i redditi: consente infatti di ottenere eventuali rimborsi direttamente in busta paga o nella pensione, senza dover attendere tempi lunghi. Proprio per questo resta lo strumento più utilizzato dai contribuenti che non possiedono altri redditi oltre a quello di lavoro dipendente o pernsione.

Negli ultimi anni un ruolo sempre più centrale è stato assunto dalla “dichiarazione precompilata” predisposta dall’Agenzia delle Entrate. Si tratta di un modello già “riempito” con molte informazioni in possesso dell’amministrazione finanziaria, come i redditi da lavoro, le spese sanitarie, gli interessi sui mutui e altri dati trasmessi da enti e soggetti terzi.

Attenzione però: la precompilata non va presa per buona in automatico. È sempre consigliabile verificare con attenzione tutti i dati inseriti, confrontandoli con la propria documentazione (ricevute, fatture, certificazioni). Non è raro, infatti, che alcune informazioni non siano aggiornate o risultino incomplete. Un controllo accurato permette non solo di evitare errori, ma anche di non perdere utili detrazioni fiscali.

Entrando nel calendario, per il modello 730/2026 – relativo ai redditi del 2025 – le date da segnare sono due. La dichiarazione precompilata sarà disponibile a partire dal 30 aprile 2026, mentre il termine ultimo per la presentazione è fissato al 30 settembre 2026.

Per quanto riguarda le modalità di invio, il contribuente può scegliere tra diverse opzioni. È possibile procedere in autonomia, accedendo ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate tramite SPID, Carta Nazionale dei Servizi, credenziali INPS o, per i dipendenti pubblici, attraverso il portale NoiPA.

In alternativa, ci si può rivolgere al proprio datore di lavoro o ente pensionistico (se presta assistenza fiscale), oppure affidarsi a CAF e professionisti abilitati. Una scelta, quest’ultima, che molti continuano a preferire per avere un supporto più sicuro e ridurre il rischio di errori.

Quello della dichiarazione dei redditi è un passaggio ormai abituale, ma che richiede comunque attenzione e consapevolezza. Per questo, proporremo altri contributi con approfondimenti pratici: dalle detrazioni più comuni alle novità normative, fino agli errori da evitare.