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Economia umbra al bivio tra inverno demografico e necessità di innovazione per le imprese

L’economia umbra si trova di fronte a sfide cruciali che richiedono risposte strutturali e coordinate. Non servono slogan ma dati concreti per orientare lo sviluppo. È questo il messaggio forte emerso dalla mattinata dedicata a “L’Economia umbra e i Bilanci delle imprese” promossa dalla Camera di Commercio dell’Umbria. L’appuntamento annuale si è rivelato un prezioso momento di confronto operativo capace di mettere in fila criticità e potenzialità del sistema regionale.

Dopo l’apertura del presidente dell’Ente camerale Giorgio Mencaroni hanno preso la parola il segretario generale Federico Sisti, il professor Andrea Cardoni dell’Università di Perugia e Andrea Colabella della Banca d’Italia. Ad arricchire il dibattito, prima delle conclusioni dell’assessore regionale allo sviluppo economico Francesco De Rebotti, sono intervenuti i rappresentanti delle categorie, del mondo bancario e degli ordini professionali guidati da Enrico Guarducci.

Il valore pubblico dei dati per superare la frammentazione Il presidente Giorgio Mencaroni ha aperto i lavori richiamando l’importanza strategica dell’informazione economica. Conoscere per deliberare rappresenta un metodo di lavoro indispensabile per leggere la realtà senza cedere a facili semplificazioni. Mencaroni ha invitato i presenti a trasformare le analisi in scelte mirate all’interno delle aziende e delle istituzioni. Il lavoro coordinato è essenziale per evitare errori di frammentazione che il territorio non può più permettersi. L’Umbria non deve accontentarsi di resistere ma deve scegliere di misurarsi e migliorare con profonda responsabilità.

La marginalità delle imprese e il bisogno di qualità Il cuore dell’incontro è stato il rapporto curato dal professor Andrea Cardoni insieme al team di analisti camerali. L’osservato speciale è stato l’Ebitda margin, l’indicatore che misura la capacità di un’impresa di generare risorse per investire e restare competitiva. Tra il 2019 e il 2024 le società di capitali umbre hanno mostrato una sostanziale tenuta ma il vero problema riguarda la qualità della crescita.

Nel 2024 l’Ebitda margin regionale si è assestato all’8 per cento, un dato inferiore alla soglia di sicurezza del 10 per cento e ai livelli registrati da regioni vicine come Marche e Toscana. Questa debolezza è figlia di una struttura produttiva dove il commercio pesa ancora molto comprimendo i margini medi, mentre i servizi avanzati faticano a ritagliarsi uno spazio adeguato. Cardoni ha ribadito che non servono letture consolatorie ma strumenti per distinguere la semplice sopravvivenza dalla vera capacità di sviluppo.

L’emergenza demografica certificata dai dati Pablo A rendere il quadro ancora più complesso è intervenuto Federico Sisti presentando i dati del sistema “Pablo”. Il segretario generale ha individuato nella demografia il vero nodo decisivo per il futuro dell’economia umbra. La popolazione diminuisce e invecchia rapidamente restringendo la base del lavoro. Le drammatiche proiezioni indicano che nei prossimi sedici anni la regione potrebbe perdere circa 66 mila residenti. Una simile contrazione delle persone in età attiva rischia di trasformarsi in una vera ipoteca sullo sviluppo portando a una minore spinta innovativa e rendendo difficile sostenere i servizi pubblici.

Il costo del credito e i nuovi fondi in arrivo L’analisi di Andrea Colabella della Banca d’Italia ha acceso i riflettori sulle difficoltà di accesso al credito. Le aziende umbre, specialmente quelle più piccole, risultano penalizzate sia per la quantità di finanziamenti erogati sia per i costi applicati, soprattutto per quanto riguarda i prestiti a breve termine.

A raccogliere queste sfide è stato l’assessore Francesco De Rebotti tracciando una precisa prospettiva operativa. La Regione introdurrà criteri inediti nei prossimi bandi premiando la pluridisciplinarietà e la capacità delle imprese di attrarre o trattenere il capitale umano. L’assessore ha poi annunciato uno stanziamento di 60 milioni di euro destinati al sistema produttivo tra il 2026 e il 2027. Per De Rebotti è fondamentale smettere di distribuire incentivi a pioggia per iniziare a premiare chi costruisce lavoro qualificato e durevole. Sul tema della Zona Economica Speciale ha infine indicato la semplificazione amministrativa come la vera leva decisiva per rendere l’Umbria nuovamente attrattiva.