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Crisi nel Golfo e cieli chiusi, lo chef orvietano Leonardo Perisse bloccato a Dubai

L’attacco israelo-americano sull’Iran ha scatenato una reazione ad ampio raggio da parte di Teheran, finendo per coinvolgere praticamente tutti i Paesi del Golfo. Da Dubai all’Oman, passando per Bahrein, Kuwait e Arabia Saudita, i cieli sono segnati dalle tensioni e dal passaggio dei droni iraniani, e il mondo intero sta assistendo al più imponente stop ai voli civili mai registrato nella storia recente. Migliaia di turisti, visitatori, lavoratori e manager si sono improvvisamente ritrovati bloccati negli aeroporti e negli hotel, assistendo con comprensibile apprensione all’evolversi degli attacchi. Fortunatamente, al momento le autorità locali mantengono la situazione sotto controllo e non si registrano particolari pericoli diretti per i cittadini stranieri presenti sul territorio. Tra le persone bloccate a Dubai c’è anche Leonardo Perisse, noto private chef orvietano. Come molti altri connazionali, Perisse è attualmente fermo negli Emirati in attesa che la situazione si stabilizzi e si apra una finestra aerea sicura che permetta la partenza di un volo per l’Italia. Lo abbiamo raggiunto per raccogliere la sua testimonianza diretta e capire quale sia il clima reale che si respira nella metropoli emiratina in queste ore di incertezza.

Leonardo, come stai vivendo questa situazione di emergenza e qual è l’atmosfera che si percepisce attualmente camminando per le strade di Dubai?

Mi trovo attualmente a Dubai per lavoro come private chef e sto vivendo questa situazione con la normale dose di ansia e preoccupazione che credo sia inevitabile quando si sentono dei boati o si leggono determinate notizie. Sarebbe poco onesto dire il contrario. Allo stesso tempo, però, la percezione quotidiana qui è diversa da quella che può arrivare da lontano; la città continua a vivere, le persone lavorano, i ristoranti sono aperti e la sensazione generale è di una situazione monitorata e sotto controllo.

Come valuti la risposta delle autorità locali e quali sono i tuoi programmi per i prossimi giorni, in attesa che lo spazio aereo venga riaperto?

Credo molto nella capacità organizzativa e nella forza degli Emirati Arabi Uniti, che hanno sempre dimostrato di mettere la sicurezza al primo posto. Questo non significa negare ciò che sta accadendo, ma avere fiducia nelle istituzioni e nella loro gestione. Personalmente sto valutando il rientro anticipato in Italia per maggiore tranquillità, ma posso dire che, ad oggi, il clima qui è più stabile di quanto si possa immaginare osservando la situazione esclusivamente attraverso i social. Mi auguro che tutto possa risolversi nel più breve tempo possibile e che si torni rapidamente a una piena normalità.