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Ztl di Orvieto, regole e orari non bastano. Il centro storico è ancora attraversato dalle auto

immagine generata dall'IA

Nelle vie principali del centro storico, quelle che dovrebbero essere dedicate al passeggio, allo shopping e alla fruizione delle bellezze della città, la circolazione dei veicoli continua a creare problemi. E’ una questione di decoro, di qualità dell’esperienza turistica, ma soprattutto di sicurezza e di convivenza tra traffico e pedoni. Camioncini, furgoni e automobili si fanno strada lungo il corso, talvolta a velocità che appaiono tutt’altro che adeguate a un’area frequentata da persone a piedi e da chi sceglie i tavoli all’aperto per un caffè o si ferma davanti a una vetrina.

Le Zone a traffico limitato hanno una nuova denominazione, una segnaletica dedicata, orari precisi e regole che dovrebbero disciplinare accessi e permessi. Eppure, almeno in alcuni momenti della giornata, la sensazione è che tutto questo non sia sufficiente a garantire una reale tutela degli spazi pedonali. Il problema non è necessariamente l’assenza di regole, quanto la loro efficacia concreta, il modo in cui vengono applicate e i controlli non affidati alle sole telecamere, che servono come deterrente e a fare cassa, ma al personale della Polizia Locale.

Una delle evidenze più segnalate da cittadini e turisti è il passaggio dei mezzi incaricati della raccolta dei rifiuti. I camioncini della si fermano ripetutamente lungo il percorso per svuotare secchi e bidoni e, tra una sosta e l’altra, riprendono la marcia spesso, troppo spesso, a velocità non consone in un contesto nel quale può essere difficile prevedere il movimento dei pedoni. Lo stesso accade con alcuni furgoni di corrieri e fornitori, che attraversano il corso alla ricerca di uno spazio in cui fermarsi, non sempre senza creare intralcio e tensione.

Tutto questo avviene mentre residenti e visitatori passeggiano, fanno acquisti, si godono un momento di relax ai tavolini dei locali o cercano semplicemente di ammirare il centro storico. In certi frangenti, il passaggio dei veicoli finisce per interrompere il flusso pedonale e condizionare anche l’utilizzo degli spazi esterni dei pubblici esercizi. Un problema che merita attenzione, soprattutto in una città che punta molto sulla qualità dell’accoglienza e sulla valorizzazione del proprio patrimonio storico.

Una domanda riguarda gli orari della raccolta dei rifiuti. È davvero necessario che alcune operazioni avvengano in pieno giorno, quando le vie del centro sono più frequentate? Non sarebbe opportuno valutare, laddove tecnicamente possibile, una diversa organizzazione del servizio, concentrando il passaggio dei mezzi nelle fasce meno affollate, per esempio nelle prime ore del mattino? È vero che una parte consistente dei rifiuti proviene dalle attività commerciali, ma molti esercizi espongono i contenitori già dalla sera. Si tratta quindi di capire se esistano margini per rendere il servizio più compatibile con le esigenze di pedoni, residenti e operatori economici.

C’è poi la questione delle consegne. Corrieri e fornitori possono davvero fermarsi in qualunque punto del corso, purché lo facciano per il tempo strettamente necessario? Quali sono, nel concreto, i limiti imposti dalle regole di accesso e di sosta nelle aree a traffico limitato? Sono domande semplici e che servono anche ad evitare che il rispetto delle disposizioni sia lasciato alla discrezionalità dei singoli.

Il punto, in fondo, è capire quale debba essere la funzione delle principali vie del centro storico. Se l’obiettivo è garantire spazi sicuri e fruibili per chi cammina, acquista, visita la città o si ferma a un tavolo all’aperto, forse è arrivato il momento di interrogarsi sull’opportunità di compiere un passo ulteriore: trasformare le due arterie più frequentate in una vera e propria isola pedonale, limitando drasticamente il transito dei veicoli a motore.

Le eccezioni dovrebbero essere definite con precisione, a partire dai mezzi di emergenza e delle forze dell’ordine, fino ai servizi indispensabili. Per le altre categorie, comprese quelle che attraversano il centro senza avere una reale necessità di raggiungere una destinazione interna alle aree tutelate, si potrebbe valutare se esistano percorsi alternativi più coerenti con la funzione pedonale di queste strade.

Lo stesso ragionamento vale per taxi e veicoli a noleggio con conducente: quando non devono accompagnare o prelevare persone all’interno delle zone interessate, è davvero indispensabile consentire loro di attraversarle? Oppure, come avviene per gli altri automobilisti, si può prevedere l’utilizzo dei percorsi consentiti, evitando di trasformare le vie centrali in una scorciatoia?

Questo non significa colpire le attività commerciali e ignorare le esigenze dei servizi vari connessi ma trovare un punto di accordo e regole certe con controlli adeguati e non random.  Le telecamere fanno il loro lavoro ma non evitano i passaggi non autorizzati, li sanzionano.

Una Ztl non dovrebbe essere soltanto un’area con un nome nuovo, cartelli e orari prestabiliti. Dovrebbe essere uno strumento capace di cambiare davvero il modo in cui si attraversa e si vive il centro storico.

E se le limitazioni attuali non riescono a impedire che il traffico interferisca con il passeggio, lo shopping e con la permanenza ai tavoli all’aperto, la questione non può essere archiviata come un semplice disagio quotidiano. Occorre verificare le regole, i permessi, i controlli e l’organizzazione dei servizi. E decidere, soprattutto, se le vie più frequentate di Orvieto debbano essere prioritariamente uno spazio per le persone oppure continuare a essere anche un corridoio privilegiato di transito per i veicoli.