L’analisi pubblicata su OrvietoLife il 19 novembre 2025 ha contribuito a riaccendere il dibattito politico intorno alla Zona Economica Speciale (ZES) in Umbria, in particolare per il tema della mappa dei Comuni ammessi al credito d’imposta rafforzato: OrvietoLife sottolinea che città come Orvieto sono escluse da alcune agevolazioni, non per una scelta locale ma per criteri tecnici europei.
Lo scontro politico si è subito concretizzato con interventi da parte di diverse forze: il Movimento 5 Stelle, il vice Presidente della Provincia di Terni, e la sindaca di Orvieto, ciascuno con una visione e una proposta.
M5S: “La mappa 107(3)(c) non è un caso, ma il risultato di decisioni tecniche della Giunta Tesei”
Il M5S ha evidenziato un punto centrale: la mappa delle agevolazioni ZES non è stata disegnata nel 2025, né è responsabilità della giunta attuale di Terni, ma è il frutto di un percorso iniziato nel 2021 sotto la Giunta regionale Tesei. In quell’occasione, secondo il partito, furono decise le aree 107(3)(c) che oggi godono del credito d’imposta più forte, attraverso la Carta degli Aiuti 2022–2027, approvata dalla Commissione Europea.

Per il M5S, la sproporzione a favore della provincia di Perugia (34 comuni su 37) rispetto a quella di Terni (solo 3: Terni, Narni, San Gemini) non è un’anomalia di oggi, ma deriva da scelte stabilite all’epoca. Chiedono quindi una revisione della mappa basata su dati socioeconomici aggiornati, affinché anche il sud dell’Umbria possa beneficiare in modo più equo degli incentivi della ZES.
Provincia di Terni (Ferranti): “Serve una redistribuzione più equilibrata”

Il vice Presidente della Provincia di Terni, Francesco Maria Ferranti, ha ribadito la richiesta di una revisione per rendere più equa la ripartizione dei benefici ZES. Secondo lui, l’attuale distribuzione (34 comuni beneficiari nella provincia di Perugia, contro solo 3 ternani) non tiene conto della reale suddivisione territoriale della regione.
Ferranti propone che la Regione Umbria avvii un tavolo con il Governo per modificare la mappa 107(3)(c), includendo più Comuni ternani, e offrendo così una chance di sviluppo anche a territori oggi esclusi, come l’Orvietano e la Valnerina.
Orvieto (sindaca Tardani): “Inclusione ZES, ma senza dimenticare i territori marginali”
La sindaca Roberta Tardani ha commentato con cautela ma allo stesso tempo in maniera pragmatica che la mappa attuale può provocare un divario tra territori, penalizzando aree che condividono sfide comuni. A suo giudizio, la ZES è una leva strategica per attrarre investimenti e rafforzare il tessuto economico orvietano—soprattutto per la zona industriale di Bardano, ma anche per il turismo, l’agricoltura e la transizione ecologica.

Tardani ha inoltre annunciato che il Comune sta lavorando a un confronto con Regione e Governo: ha già avuto un incontro con l’assessore regionale De Rebotti e sono in agenda ulteriori tavoli con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e le associazioni di categoria. L’obiettivo: proporre criteri più inclusivi per ampliare la partecipazione alla ZES anche ai comuni oggi esclusi.
Il cuore del problema: criteri europei, vincoli normativi e possibili vie d’uscita
Nell’analisi pubblicata da Orvietolife si evidenzia come l’esclusione di Orvieto e di altri comuni non sia frutto di “dimenticanze” politiche, bensì di parametri tecnici molto stringenti: indicatori socio-economici, massa territoriale minima per creare cluster “deboli”, limiti demografici legati al regolamento UE.
Tuttavia, non tutto è perduto: esiste una finestra normativa per modificare la mappa fino al 2027. Per farlo, secondo le analisi citate, serve una proposta congiunta Regione-Governo, una motivazione solida basata sui dati e la disponibilità a sacrificare parte dei Comuni già inclusi per fare spazio a nuove aree — una sfida politica e tecnica insieme.