Grande partecipazione e attenzione a San Martino in Campo per l’evento che ha segnato l’avvio di un progetto innovativo: la costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) a livello regionale. A presentarlo sono stati CNA, Confcommercio e Confcooperative Umbria, promotori di un’iniziativa che potrebbe cambiare il modo in cui l’energia viene prodotta e consumata nel territorio.
Un progetto ambizioso, lo hanno definito i rappresentanti delle tre associazioni, che offre importanti incentivi economici ma anche sfide da affrontare. Proprio per superare questi ostacoli, la scelta è ricaduta su un modello regionale, in grado di ottimizzare i costi di gestione, spesso il principale freno alla nascita di una CER. “Vale la pena scommetterci – è stato detto – perché può garantire maggiore autonomia energetica e risparmi significativi a chi ne farà parte.”
La CER regionale sarà aperta a tutti: imprese, cittadini, enti locali, realtà religiose e soggetti del terzo settore. Il progetto si articolerà in configurazioni locali, che opereranno all’interno delle cabine primarie dell’infrastruttura elettrica. Saranno loro a gestire i rapporti tra produttori, prosumer e consumatori, assicurando che l’energia venga prodotta e distribuita in modo efficiente. L’obiettivo è la realizzazione di almeno dieci impianti da 1 megawatt ciascuno. E il potenziale di crescita è enorme: sono già stati predisposti 15 studi di fattibilità per altrettante CER locali, grazie al supporto della Camera di Commercio dell’Umbria. Proprio da quest’ultima, per voce del presidente Giorgio Mencaroni e del segretario Federico Sisti, è arrivata la promessa di un nuovo bando per supportare le fasi di start-up delle nuove comunità, soprattutto nei territori più complessi. Il contesto normativo nazionale apre nuove prospettive: con le ultime disposizioni, le CER potranno accedere a fondi del PNRR, che prevedono contributi a fondo perduto fino al 40% per la realizzazione di impianti nei Comuni sotto i 5mila abitanti. Ma anche i Comuni più grandi potranno beneficiare di tariffe incentivanti ventennali per l’energia condivisa.

Secondo Michele Carloni, presidente di CNA Umbria, la CER regionale rappresenta una vera e propria opportunità per le imprese umbre, sia come produttrici che come consumatrici di energia. Stefano Lupi, vicepresidente di Confcommercio Umbria, ha sottolineato l’importanza di fare rete tra attori diversi, prevedendo nel regolamento della comunità norme che promuovano una gestione sinergica degli incentivi. Carlo di Somma, presidente di Confcooperative Umbria, ha aggiunto che il progetto potrà potenziare l’attrattività dell’Umbria anche in chiave sostenibile, creando spazio per progetti sociali e modelli innovativi di welfare aziendale.
“Incentivi ce ne sono tanti – hanno concluso i promotori – ma non dobbiamo dimenticare le difficoltà operative. Per questo abbiamo puntato su un modello regionale, capace di creare economie di scala e abbattere i costi di gestione che, in molti casi, mettono a rischio i progetti più piccoli.”
