Mentre si attende l’esito del ricorso al Consiglio di Stato adito dalla società che ha presentato il progetto Phobos (recentemente bocciato dalla Regione Umbria), ben otto pale eoliche, alte sempre 200 metri, dovrebbero sorgere dentro e a ridosso dell’area di volo ricompresa trai comuni di Orvieto, Castel Viscardo e Castel Giorgio. Nome in codice dell’impianto: H019.
La notizia è recente e a breve – il 21 novembre – scade il termine per la presentazione delle osservazioni di rito da parte dei privati, delle associazioni, dei comitati e naturalmente degli enti locali coinvolti. Per discutere di questo, per mettere a fuoco l’insieme dei grandi progetti di impianti per la produzione di energia rinnovabile che interessano l’altopiano e che ne stravolgerebbero in modo irreversibile la vocazione e per stabilire le modalità delle imminenti mobilitazioni, l’Associazione Amici della Terra insieme ad alcuni comitati locali ha indetto un’importante assemblea pubblica alle ore 18 di mercoledì 11 novembre, nell’Hangar della AsD – Aeromodellistica Orvieto (ex aeroporto Nervi). Sono stati naturalmente invitati a partecipare i sindaci dei comuni direttamente interessati, quelli dei comuni limitrofi e i rappresentanti di Provincia e Regione. Da molti mesi a Castel Giorgio sono iniziati i lavori di costruzione di quella che sembrerebbe destinata ad essere la più grande centrale di accumulo energetico dell’Umbria.
Un chiaro segnale della potenza di tiro della speculazione legata alle rinnovabili in questa zona e in quelle circostanti.
