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Un giovedì mattina di inizio primavera del pendolare orvietano

Ore 6,00 la sveglia del pendolare orvietano suona rigorosamente alle sei. Alle sette occorre uscire. Così da essere alle sette e un quarto pronti sul binario due in attesa dell’intercity 581 che alle otto e venticinque dovrebbe giungere a Roma Termini, per poter permettere al pendolare orvietano di arrivare puntualmente al lavoro.

Il pendolare per sicurezza, appena aperti gli occhi, per prima cosa da sempre una controllatina sulla app Viaggiatreno. Giovedì 20 marzo alle 06,10 il  treno intercity, che doveva partire alle 5,45 da Firenze, ancora non era partito. Inizia così la solita mattinata da incubo per il pendolare orvietano. Occorre, per sperare di non arrivare troppo tardi al lavoro, ripiegare sul regionale delle 6,52. Salta la doccia mattutina. Salta la colazione. Preparativi in bagno in fretta e furia. Corsa a perdifiato con l’auto per arrivare in orario alla stazione per poter prendere il regionale delle sei e cinquantadue. Sperando che sia in orario.

Ovviamente chi usava la funicolare deve rinunciare alla giornata lavorativa perchè la sua prima corsa utile è alle sette e un quarto. Nel contempo, alle sette meno un quarto, l’intercity 581 viaggia con oltre un’ora di ritardo. Anche se i monitor interni alla stazione di Orvieto segnalano che il treno viaggia in perfetto orario e che starà a Orvieto alle sette e  venti, come da perfetto orario tabellare. Dopo che è partito il regionale delle sei e cinquantadue, sono quasi le sette e un quarto, i monitor finalmente aggiornano che l’intercity 581 arriverà con oltre un’ora di ritardo, costringendo molti pendolari in sua attesa a prendere la solita giornata di ferie forzate. Per la cronaca il treno intercity 581 è arrivato a Roma Termini una manciata di minuti prima delle nove e mezza.

Cronaca della prima giornata di primavera per i pendolari orvietani che si recano nella Capitale. Inizio migliore  non poteva avere.