L’appello accorato non è bastato: la Giunta comunale ha risposto picche, e ciò che era purtroppo prevedibile è puntualmente avvenuto. La società sportiva Arrapaho, che gestisce il Palasport Papini in convenzione con la Provincia, ha comunicato che dalla prossima stagione lascerà l’impianto e sarà costretta a chiudere il proprio settore giovanile. È una sconfitta per tutta la città, soprattutto per i ragazzi che perdono un punto di riferimento fondamentale.
Come Movimento 5 Stelle di Orvieto denunciamo ormai da un anno la cattiva gestione delle risorse comunali destinate allo sport. Fino a oggi i fondi pubblici sono andati quasi esclusivamente a beneficio delle due o tre realtà che gravitano attorno allo stadio Muzi, mentre tutte le altre associazioni del territorio sono state lasciate sole a far quadrare i conti.
Vale la pena ricordare agli orvietani come funzionavano le cose al Muzi prima della nuova convenzione con la società Urbs Vetus. Allora il Comune si faceva carico di tutte le bollette energetiche e delle manutenzioni straordinarie, chiedendo alle società presenti un contributo simbolico e riconoscendo inoltre alla capofila ben 40.000 euro l’anno per la gestione ordinaria. Oggi, con il nuovo accordo, non è dato sapere a quanto ammontino i contributi comunali versati a Urbs Vetus: lo chiediamo da mesi in tutte le sedi istituzionali, ma dall’amministrazione non è mai arrivata una risposta.
La nostra però non vuole essere una sterile polemica. Per superare questa disparità di trattamento tra associazioni di serie A e di serie B abbiamo avanzato una proposta concreta, già adottata con successo in molti altri Comuni: assegnare una quota fissa di pari importo per ogni singolo giovane iscritto, indipendentemente dalla disciplina praticata. È un criterio trasparente e meritocratico che premierebbe l’effettivo radicamento sul territorio e il valore sociale svolto dalle società sportive, garantendo a tutte pari dignità e il diritto di continuare a esistere.
Di fronte a soluzioni di semplice buon senso, però, questa amministrazione preferisce tirare dritto, chiusa nel proprio silenzio e in una gestione sbagliata delle risorse pubbliche. È ormai evidente la totale assenza di una visione per il futuro dei nostri giovani: chi governa la città è sempre pronto a tagliare nastri e a riempirsi la bocca con i valori dello sport, salvo poi voltarsi dall’altra parte quando c’è da salvare chi quei valori li porta avanti ogni giorno tra mille difficoltà. La chiusura del settore giovanile dell’Arrapaho non è una fatalità, ma la conseguenza diretta di scelte politiche miopi, di cui questa giunta porta interamente la responsabilità di fronte alle famiglie orvietane.