Nell’ultimo Consiglio Comunale ho convintamente votato contro il Bilancio 2026 e a favore dello sconto/tariffazione TARI. In sostanza disapprovo come vengono investiti e gestiti I 75 milioni del Bilancio, ma sono d’accordo nel spenderne una parte per la riduzione TARI (solo 225 mila euro): per essere precisi, lo sconto sulla TARI lo avevo già proposto e promosso dal 2024, ma bocciato dalla maggioranza. Ecco il perchè di queste mie scelte e della loro coerenza.
Il Bilancio non è una somma di numeri: è la fotografia politica di una città. È il risultato delle scelte di chi governa e della capacità – o incapacità – di trasformare risorse pubbliche in qualità della vita, servizi, futuro. Lo ha ricordato anche l’Assessore Pizzo in Consiglio: il Bilancio riflette la visione politica della maggioranza. Ed è proprio quella visione che io non condivido.
Per questo nel Consiglio del 30 luglio ho espresso voto contrario al Bilancio 2026. Non è un gesto tecnico: è un giudizio politico sulla gestione complessiva delle risorse comunali. Le ragioni le ho già illustrate più volte, ma vale la pena richiamarne alcune, perché riguardano nodi irrisolti che continuano a pesare sulla città.
In primo luogo la scarsità di idee, progetti e piani su carenze forti della città. Abbiamo chiuso il 2025 con quasi 6 milioni di avanzo, un avanzo enorme, in crescita, pari all’intero costo annuale delle politiche sociali del Comune. Non è un risparmio virtuoso: sono soldi non investiti. E una parte consistente di quell’avanzo non compare nemmeno nel Bilancio 2026, cioè probabilmente non verrà investito neppure nel 2026, visto che rimangono ormai pochi mesi utili.
A fronte di un Bilancio 2026 che supera i 75 milioni di euro, non vedo un solo investimento significativo che affronti le vere criticità della città:
Non c’è nulla sul recupero degli spazi chiusi e abbandonati o per l’edilizia convenzionata.
Nulla sulle Politiche giovanili che non sia sport.
Nulla su interventi per lo sviluppo economico.
Nessun investimento per migliorare l’accoglienza turistica, incluso i bagni pubblici o un progetto di riqualificazione del parcheggio della stazione (che poteva venir finanziato anche parzialmente dai fondi del fotovoltaico).
Inoltre è un Bilancio che contiene progetti già finanziati ma che slittano di anno in anno, dalle passerelle al consolidamento del San Lorenzo in Vineis (fondi del 2022). L’unico avanzamento concreto è la ripartenza del progetto complanare, che però – per scelta politica – aprirà nuovo debito, quando poteva essere coperto dall’avanzo libero. Una decisione inspiegabile. L’assenza di visione sui veri problemi della città insieme all’ incapacità di mettere a terra i progetti, è la ragione del mio voto contrario. Ma essere contrari a un Bilancio non significa essere contrari a tutto.
Nel Consiglio del 30 luglio ho votato a favore dello sconto TARI, finanziato con 224 mila euro provenienti dai fondi della discarica Le Crete: una misura che almeno evita ulteriori aumenti in bolletta. Uno sconto che avevo proposto già nel 2024 e che e’ stato continuamente respinto dalla maggioranza. Fino ad ora. Ho votato a favore anche dei due regolamenti in approvazione: Taxi/NCC e somministrazione di cibi e bevande. Quando una scelta è giusta, la sostengo, indipendentemente da chi la propone. È legittimo – e direi doveroso – approvare un singolo stanziamento utile ai cittadini e bocciare un Bilancio da 75 milioni che non risponde ai bisogni reali di Orvieto.
Il mio voto contrario è un gesto politico e un atto di responsabilità verso la città e verso il suo futuro.