Sanità, sempre sanità, al centro della cronaca politica. Ed è giusto così, perché rappresenta il servizio più importante per una popolazione sempre più anziana. Nei giorni scorsi si è riunita la terza commissione Sanità e Sociale, regalandoci in audizione qualche sorpresa. Presente la direttrice dell’ospedale Ilaria Bernardini, la quale ha prima ricostruito lo stato dell’arte e poi presentato alcune ipotesi di sviluppo e potenziamento per il nosocomio orvietano.
Ed ecco le sorprese. La prima riguarda il reparto di cardiologia. Riportiamo testualmente le parole emerse per non incorrere in omissioni o errori. “È poi in programmazione regionale la riconversione dei quattro posti letto in UTIC con copertura H24 e gestione di casi più complessi. È inoltre in corso una riflessione sull’acquisizione di tecnologie per procedure più avanzate di elettrofisiologia ed emodinamica”.
Sarebbe un grande salto di qualità per l’ospedale di Orvieto, ma riflettendo bene ci ricordiamo che l’emodinamica era già stata approvata in consiglio regionale all’unanimità nella scorsa legislatura, nonostante numerosi mal di pancia. Era stata indicata come un impegno preciso. Andando ancora più a fondo ci torna alla memoria il progetto complesso che ci aveva anticipato il dottor Andrea Mazza, allora facente funzione proprio in cardiologia. All’epoca si aprì la solita faida trasversale. Come è finita la vicenda lo sappiamo tutti. Andrea Mazza è diventato primario a Città di Castello in un ospedale più grande e con un reparto che macina numeri importantissimi. A Orvieto gli ostacoli non sono mancati e, dopo una bocciatura in punta di regole e commi al concorso da primario, ha scelto comprensibilmente di andare via. Nemo propheta in patria. Ancora una volta Orvieto ha perso una grande occasione e un professionista di altissimo livello.
Un’altra chicca emersa in commissione è la chirurgia robotica. Impossibile non ricordare quando l’allora direttore generale Massimo De Fino ci presentò l’arrivo imminente di un mega robot chirurgico all’avanguardia in comodato gratuito per almeno un anno. Di quel macchinario si sono perse le tracce. Forse non è mai arrivato e comunque oggi la specializzazione per la chirurgia robotica non si trova certo a Orvieto. Insomma, un altro treno perso. Ora l’azienda sanitaria corre ai ripari provando a recuperare il troppo terreno ceduto in questi anni.
E infine non poteva mancare il capitolo sull’informazione. Anche in questo caso ci affidiamo a quanto scritto nel comunicato ufficiale del Comune di Orvieto. “Tra le minacce esterne è inserito anche il tema della comunicazione. Notizie prive di basi o dati concreti, ha sottolineato la direttrice, fanno male al presidio perché minano la fiducia dei cittadini”.
Non poteva mancare, dunque, la stoccata alla stampa. Eppure come giornalisti cerchiamo sempre di soppesare, comprendere e chiedere conferme prima di affrontare critiche su questioni tecnico-scientifiche che richiedono competenze che gran parte di noi cronisti non possiede. Qualcosa di buono lo abbiamo costruito e il nostro impegno quotidiano nel cercare e raccontare le “good news” ne è un esempio lampante. Se invece il riferimento è alle fake news generate dal passaparola sui social network, allora ci sentiamo di concordare pienamente con la direttrice, la quale si è peraltro sempre dimostrata pronta a rispondere alle nostre sollecitazioni.
Questo dell’informazione è ormai un problema serio che prima o poi dovrà essere affrontato e normato, per distinguere in modo netto il chiacchiericcio da salotto dalla professione giornalistica, che risponde a regole deontologiche e leggi stringenti. Ma lo stesso rigore che chiediamo a noi stessi e ai cittadini lo pretendiamo da chi amministra la sanità. Le chiacchiere da salotto e i vecchi annunci caduti nel vuoto hanno già fatto troppi danni. Ora gli orvietani si aspettano che alle audizioni e alle promesse seguano fatti concreti, macchinari reali e professionisti messi nelle condizioni di poter lavorare al meglio. Solo così si potrà ricostruire davvero quella fiducia che i ritardi della politica e della burocrazia, prima ancora delle fake news, hanno pesantemente incrinato.