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Phobos e TAR, per l’assessore De Luca, “gravi mancanze della giunta Tesei e ipocrisia del governo Meloni”

La recente sentenza del TAR dell’Umbria ha segnato un punto di svolta, forse definitivo, nella vicenda del progetto Phobos. Facciamo un riassunto a corollario delle dure dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente Thomas De Luca.

Il progetto Phobos: giganti d’acciaio sull’altopiano dell’Alfina

Il progetto, presentato dalla società RWE Renewables Italia srl, controllata del colosso tedesco omonimo, prevede la realizzazione di un parco eolico industriale situato sull’altopiano dell’Alfina, un’area di pregio paesaggistico e ambientale. L’impianto si estende tra i territori comunali di Orvieto e Castel Giorgio.

Specifiche tecniche dell’impianto

L’impatto visivo e strutturale dell’opera è sintetizzato nei seguenti dati tecnici:

Numero di Aerogeneratori: 7 turbine eoliche;

Potenza Nominale Singola  6 MW per aerogeneratore;

Potenza Complessiva 42 MW;

Altezza Complessiva: oltre 200 metri (punta della pala);

Diametro Rotore: 170 metri;

Altezza al Mozzo: 115 metri.

L’altezza delle pale ha alimentato fin dal 2021 la protesta di comitati locali e amministrazioni, preoccupati per l’alterazione irreversibile dello skyline dominato dalla Rupe di Orvieto.

L’Iter giuridico: Il meccanismo del silenzio-assenso

La sconfitta legale della Regione Umbria è maturata sul piano procedurale e non per ragioni ambientali e paesaggistiche.  Il Consiglio di Stato, con sentenza n.10354 del 29 dicembre 2025, ha infatti accertato la formazione del silenzio-assenso sull’istanza di Autorizzazione Unica presentata dalla società nell’agosto 2021. E propio su questo meccanismo arriva la prima bordata dell’assessore Thomas De Luca, “siamo di fronte a un paradosso giuridico che vede la Regione Umbria soccombere non per mancanza di ragioni ma per gravi mancanze del passato e l’ipocrisia del Governo Meloni”.

Secondo i giudici amministrativi, il decorso dei termini di legge senza che l’amministrazione regionale concludesse formalmente il procedimento ha generato un titolo autorizzativo “implicito”, rendendo nullo ogni successivo atto di diniego.

La responsabilità politica: Il ruolo del governo Meloni

Un momento critico della vicenda risale alla deliberazione del Consiglio dei Ministri del 27 giugno 2023. Il Governo presieduto da Giorgia Meloni ha espresso parere favorevole al progetto, esercitando un potere discrezionale che ha superato l’opposizione tecnica delle autorità di tutela.

Lo scontro istituzionale

Il via libera governativo è avvenuto nonostante il parere del Ministero della Cultura, nettamente contrario, evidenziando l’incompatibilità delle turbine con i vincoli paesaggistici dell’area.

La presidenza del Consiglio ha scelto di scavalcare il parere del MiC, privilegiando l’interesse nazionale alla produzione di energia rinnovabile rispetto alla tutela del paesaggio locale.

L’analisi dell’Assessore De Luca: le “mancanze del passato” e la cronologia della responsabilità

L’assessore Thomas De Luca ha ricostruito la genesi del fallimento amministrativo, individuando responsabilità precise che precedono l’attuale Giunta.

2023 (Amministrazione Centrodestra): totale inerzia nel procedere all’archiviazione formale o alla conclusione nei termini.

Giugno 2023 (Governo Melon): deliberazione favorevole “scavalcando perfino il parere contrario del Ministero della Cultura”.

2024-2026 (Attuale Giunta Regionale): tentativo di porre rimedio alle mancanze, vanificato dai precedenti atti vincolanti.

De Luca definisce la situazione come un esito “tecnicamente prevedibile” ma politicamente inaccettabile, sottolineando come l’attuale amministrazione si sia trovata con le “mani legate” da decisioni assunte precedentemente.

La vicenda Phobos solleva interrogativi profondi sul bilanciamento tra la necessità di accelerare la transizione ecologica e il diritto dei territori a preservare la propria identità paesaggistica.

Sicuramente per l’Umbria, il caso Phobos resta una ferita aperta e chiude l’assessore De Luca: “sarebbe ora che i responsabili se ne assumano la piena responsabilità politica”.