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Petra Magoni e gli Arké String Quartet, la “Subversion” che rompe gli schemi

Un concerto da ascoltare e da attraversare. ”Subversion”, il recital di Petra Magoni con gli Arké String Quartet, è un viaggio in cui la musica smette di essere soltanto suono e diventa racconto, immagine, memoria, provocazione. Così quando la luce del giorno si spegne e cambia il volto della città, c’è la notte ad amplificare le note. Il Grande Palco di Piazza del Popolo si trasforma così in un palcoscenico sospeso tra performance musicale e vocalità per uno degli appuntamenti più suggestivi della rassegna Sinapsi, inserito nel cartellone di One – Orvieto Notti d’Estate.

In scena un’artista dalla voce inconfondibile e versatile capace di scolpire tonalità e dal temperamento magnetico. Con lei gli Arké String Quartet in un progetto che, fin dal titolo, dichiara la propria natura: Non una semplice successione di brani, ma un concerto teatrale capace di abbattere i confini tra linguaggi diversi, intrecciando musica, letteratura, immagini e sperimentazione elettronica in un’unica esperienza immersiva.

Accanto alla voce della Magoni, il quartetto formato da Carlo Cantini al violino elettrico, Valentino Corvino al violino, oud e live electronics, Sandro Di Paolo alla viola e Stefano Dall’Ora al contrabbasso costruisce una trama sonora raffinata, dove gli archi dialogano con l’elettronica e accompagnano il pubblico in un percorso che attraversa epoche, generi e rivoluzioni artistiche.

Il repertorio è un manifesto di libertà creativa. Dai Beatles a Ennio Morricone passando per David Bowie e Battiato. Dai Pink Floyd a Fabrizio De André passando per Frank Zappa, Giorgio Gaber e persino Rettore, ogni autore sembra essere lì a rappresentare una tappa di un cammino che racconta il coraggio di cambiare prospettiva, di guardare oltre il visibile, di mettere in discussione ciò che appare immutabile.

Dal Classico alle Avanguardie, dalla Beat Generation fino ai nostri giorni, “Subversion” restituisce voce a musiche e testi che hanno modificato il modo di osservare il mondo. È un invito ad ascoltare senza pregiudizi, a lasciarsi sorprendere da accostamenti inediti e dalla forza evocativa di un progetto che unisce eleganza musicale e ricerca artistica.

Più che un concerto, è un’esperienza sensoriale che coinvolge lo spettatore dall’inizio alla fine. La voce intensa di Petra Magoni, la sua recitazione corporea, la versatilità dell’Arké String Quartet e la fusione tra suono e parola danno vita a uno spettacolo che rompe gli schemi e trasforma ogni brano in un tassello di narrazione collettiva. Di una luce nuova che non illumina soltanto la notte, ma anche un diverso modo di vivere la musica. Uno spettacolo di contaminazioni contemporanee capace di dare vita a una drammaturgia caleidoscopica aperta a continue riscritture. Per immaginare mondi nuovi, anticipando tempi e forme sceniche che catturano totalmente l’attenzione e non lasciano scampo a chi ascolta.