Stefania Proietti ha vinto in maniera convincente e Orvieto è nuovamente senza rappresentanti, salvo sorprese, in consiglio. Per la giunta si saprà quanto prima. E Orvieto? Analizzando i voti è chiaro che senza un cambio della legge elettorale e della composizione dei collegi Orvieto rischia di rimanere sempre fuori anche se abbiamo esempi vicini, Narni-Amelia, comparabile per numero di abitanti con l’orvietano, che ha espresso tre consiglieri, De Rebotti, Pace e Pernazza; addirittura due di minoranza.
Probabilmente è una questione di conoscenza, di riconoscibilità oltre il proprio territorio. Anche loro avevano la cosiddetta concorrenza interna ma sono riusciti a farsi votare. De Rebotti, politico di lungo corso in casa PD e soprattutto ex-sindaco di Narni; Eleonora Pace, in Regione per 5 anni, presidente della Commissione Sanità, esponente storica di FdI; Laura Pernazza, sindaca di Amelia e presidente della Provincia di Terni. I voti di un territorio circoscritto non bastano, soprattutto nel ternano, serve avere consensi oltre casa propria e questo hanno ottenuto i tre consiglieri del narnese-amerino. I candidati orvietani, conosciutissimi a livello locale, non hanno travalicato, salvo qualche rara eccezione, il territorio non riuscendo a superare la barriera della concorrenza interna.
Patto di desistenza? No, alla Regione il voto è politico e non si può chiedere all’interno di una coalizione ad un partito o movimento, magari fortemente ideologicizzato, di rinunciare al proprio candidato; ancor meno si può pensare a una convergenza trasversale. Ora serve lavorare all’interno dei partiti per far crescere rappresentanti orvietani nelle strutture regionali, solo così si può superare il grande ostacolo dei voti raccolti.
La strada maestra rimane il cambiamento della legge con un ritorno a collegi che permettano ai territori di avere rappresentanza in consiglio regionale, fino ad allora è la politica che ha il dovere di offrire rappresentanza adeguata ai vari territori.