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Orvieto, città in rendita: il lavoro arretra, avanza l’immobiliare

Il primo Rapporto CTS fotografa la stagnazione dell’economia orvietana: calano i redditi reali, cresce il peso delle rendite

L’Osservatorio CTS – Cittadinanza Territorio Sviluppo pubblica oggi il suo Rapporto n. 1/2025 dal titolo “Analisi dei redditi di Orvieto 2018-2022”, a cura di Antonio Rossetti.
I dati raccolti rivelano una realtà economica in progressiva trasformazione: meno lavoro produttivo, più rendita immobiliare e previdenziale. Una dinamica che allontana il territorio dallo sviluppo, avvicinandolo a una forma di capitalismo della rendita. I principali dati emersi deflazionando i redditi con l’indice ISTAT:

  • Redditi reali complessivi in calo del 2,7% nel quinquennio 2018-2022, a fronte di un -0,45% in Umbria e -0,5% a livello nazionale.
  • Forte riduzione di lavoratori autonomi (-30%) e imprese (-15,6%) a Orvieto.
  • Cresce il numero di soggetti con redditi da fabbricati (+1,41%) e da lavoro dipendente (+6,82%), ma il valore reale dei redditi è in calo.
  • Preponderanza dei redditi da pensione e immobili: oltre il 39,8% del totale orvietano, contro il 36,6% regionale e il 33,5% nazionale.
  • Quadro stagnante, con un mercato del lavoro asfittico e scarso dinamismo
    imprenditoriale.

“Orvieto si sta trasformando in una città dove si vive di rendita: immobili, pensioni, turismo a basso valore aggiunto. Ma così si rallenta la crescita, si frena l’innovazione e si scoraggia l’impresa”, spiega Antonio Rossetti, autore del Rapporto.
L’analisi si basa su dati ufficiali del Ministero dell’Economia (Agenzia delle Entrate), elaborati e deflazionati secondo gli indici ISTAT.

Il Rapporto completo è disponibile su: www.osservatoriocts.it