Orvieto si prepara, ancora una volta, ad accogliere un evento di altissimo livello scientifico: il XXX Convegno Internazionale di Studi sulla Storia e l’Archeologia dell’Etruria. L’appuntamento, dal titolo “Scavi d’Etruria. Santuari e luoghi sacri”, si terrà nella prestigiosa Sala dei Quattrocento del Palazzo del Capitano del Popolo nelle giornate di venerdì 12 e sabato 13 dicembre.
Promosso come di consueto dalla Fondazione per il Museo “Claudio Faina” in collaborazione con il Comune di Orvieto, il convegno celebra un traguardo significativo: la trentesima edizione di un ciclo di incontri che da decenni rappresenta una piattaforma fondamentale per il confronto e l’aggiornamento scientifico sul mondo degli Etruschi. I lavori congressuali, a ingresso libero, prenderanno il via la mattina di venerdì 12 dicembre alle 10.30 e proseguiranno fino al pomeriggio di sabato 13 dicembre. Il tema centrale del 2025 consentirà di esplorare a fondo la dimensione religiosa della civiltà etrusca, presentando i risultati delle indagini più recenti e significative condotte nei luoghi sacri dell’Etruria, con un focus specifico sulle campagne di scavo del 2025.
Il calendario prevede relazioni di specialisti provenienti da Università, Soprintendenze e Istituti culturali italiani e stranieri che tracceranno una panoramica completa di:
- Architetture e spazi sacri e rituali.
- Santuari federali, a partire dall’iconico Fanum Voltumnae.
- Santuari legati a contesti particolari (come i porti) e aree consacrate a specifiche divinità.
I nuovi dati emersi, anche grazie all’applicazione di metodologie innovative, promettono di delineare nuove prospettive di ricerca e ricostruzione storica del popolo etrusco. In apertura del congresso sarà inoltre presentato il volume “Gli Etruschi nel Mediterraneo. Commerci e relazioni culturali (VII-V secolo a.C.)”, che raccoglie gli atti dell’edizione dello scorso anno.
La XXX edizione del Convegno è stata resa possibile grazie al contributo del Ministero della Cultura e al supporto delle riviste specializzate “Archeo”, “Archeologia Viva” e “Il Giornale dell’Arte” in qualità di media partner.
