Orvieto prova ad anticipare l’Europa sul fronte della riduzione dei rifiuti, non soltanto differenziando e riciclando ma evitando, dove possibile, che il rifiuto venga generato. È questo il principio alla base del progetto “Zero Waste”, promosso da Cosp TecnoService insieme al Comune di Orvieto, all’associazione Reconnect with Earth e a Junker app, con l’obiettivo di coinvolgere commercianti, negozianti, bar e ristoratori nella diffusione dell’uso di contenitori portati da casa per acquistare alimenti sfusi o ritirare cibo pronto.
Una pratica che in Italia è già consentita dal 2019, seppure ancora poco conosciuta e utilizzata, e dal 2027 sarà destinata a diventare sempre più parte delle abitudini quotidiane anche per effetto delle nuove disposizioni europee sugli imballaggi.
Il progetto è stato presentato nella Sala consiliare del Palazzo comunale e individua proprio nell’Orvietano un territorio pilota. L’idea è quella di costruire una rete di attività commerciali disponibili a sperimentare concretamente il riutilizzo, accompagnando gli operatori attraverso un percorso di sensibilizzazione e informazione rivolto anche ai consumatori.
Il punto di partenza è semplice: la migliore forma di gestione del rifiuto è quella che consente di non produrlo. Portare con sé un contenitore riutilizzabile per acquistare un prodotto sfuso o ritirare un pasto significa infatti evitare un imballaggio usa e getta prima ancora che entri nel circuito della raccolta differenziata.
Secondo una recente analisi del Joint Research Centre della Commissione europea, nei 19 Stati membri analizzati vengono immessi sul mercato ogni anno circa 98 chilogrammi di materiali da imballaggio per abitante. Quelli destinati ad alimenti e bevande rappresentano il 97% del totale preso in esame, mentre la plastica è l’unica categoria che tra il 2011 e il 2025 ha fatto registrare una crescita, pari all’11%.
È in questo scenario che si inserisce il progetto orvietano. “Attraverso questo progetto pilota – spiega il direttore della Divisione Ecologia di Cosp TecnoService, Marco Mattei – l’azienda si pone all’avanguardia sul territorio nazionale cercando, con un’adeguata sensibilizzazione alle utenze, di completare gli obiettivi previsti dal Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR): riduzione obbligatoria dei rifiuti di imballaggio pro capite del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040”.
Dal contenitore usa e getta al riutilizzo
Dal 2019 i consumatori possono utilizzare contenitori, buste o sacchi riutilizzabili e idonei al contatto con gli alimenti per i prodotti sfusi, fermo restando il diritto dell’esercente di rifiutarli qualora non siano ritenuti igienicamente idonei.
Il nuovo quadro europeo punta però a rendere questa possibilità una pratica sempre più diffusa. “Il nuovo Regolamento europeo PPWR, aggiornato nel 2025 ed entrato in vigore il 12 agosto 2026 – sottolinea Antonella Bortolato di Reconnect With Earth – ribadisce il divieto e le restrizioni nella produzione e nell’utilizzo del packaging alimentare e degli oggetti di plastica monouso, già implementato da tempo in molti paesi europei”.
Il calendario europeo è piuttosto stringente tanto che entro il 12 febbraio 2027 dovrà entrare in vigore l’obbligo di accettare contenitori personali per alimenti e bevande da asporto, senza costi aggiuntivi per il consumatore. I punti vendita dovranno inoltre informare i clienti della possibilità attraverso pannelli o segnaletica chiaramente visibile. Dal 2028, invece, bar e ristoranti dovranno offrire anche imballaggi riutilizzabili per bevande calde e fredde e per gli alimenti pronti da asporto, senza costi aggiuntivi rispetto al monouso.
L’Orvietano, dunque, prova ad arrivare preparato a questo passaggio, trasformando quello che oggi può apparire come un comportamento ancora poco abituale in una pratica riconoscibile e facilmente accessibile.
Il lavoro con commercianti e ristoratori
Il passaggio decisivo del progetto sarà ora il coinvolgimento delle attività economiche. Cosp TecnoService e Comune di Orvieto hanno avviato un’attività di sensibilizzazione rivolta agli operatori commerciali e della ristorazione, con l’obiettivo di accompagnarli nella sperimentazione.
Una fase che, almeno nelle prime battute, sembra aver superato anche alcune delle perplessità iniziali. Gli operatori coinvolti hanno manifestato interesse e disponibilità e stanno arrivando le prime adesioni. Un segnale che l’amministrazione e il gestore del servizio considerano importante per trasformare il progetto da semplice campagna informativa a rete concreta di attività aderenti.
“Siamo onorati e soddisfatti che Orvieto sia stata scelta come città pilota per un progetto che anticipa gli obiettivi europei e va nella direzione su cui stiamo lavorando: ridurre la produzione dei rifiuti e, di conseguenza, i conferimenti in discarica”, afferma l’assessore all’Ambiente Andrea Sacripanti.
L’assessore sottolinea anche il riscontro arrivato dagli operatori nella prima fase dell’iniziativa. “Il progetto parte inoltre con un segnale molto positivo. Gli operatori che sono stati coinvolti in questa prima fase hanno mostrato interesse e disponibilità e stanno già arrivando le prime adesioni. È la dimostrazione che esiste una sensibilità crescente anche tra commercianti e ristoratori e che, attraverso la collaborazione tra amministrazione, gestore, attività economiche e cittadini, possiamo trasformare semplici comportamenti quotidiani in risultati concreti”. Per Sacripanti, il progetto si inserisce inoltre in un percorso più ampio di educazione ambientale portato avanti dal Comune insieme a Cosp TecnoService, che ha già coinvolto le scuole con iniziative dedicate, tra le altre cose, al recupero dei Raee, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Le attività aderenti sulla mappa di Junker
Un altro elemento del progetto sarà la possibilità di individuare facilmente le attività che aderiranno all’iniziativa. I negozi, le botteghe, i bar e i ristoranti “Zero Waste” saranno inseriti nelle mappe di economia circolare dell’app Junker, consentendo ai cittadini di sapere dove è possibile acquistare prodotti o consumare cibo attraverso pratiche orientate al riuso e alla riduzione degli imballaggi.
Junker è utilizzata da dieci anni nel territorio orvietano e rappresenta ormai uno degli strumenti di riferimento per le informazioni sui servizi ambientali. La sua diffusione e la disponibilità in 13 lingue, comprese le principali lingue europee, il russo e il cinese semplificato, consentono inoltre di rivolgere il progetto anche ai turisti e ai cittadini stranieri che frequentano il territorio.
“Una diffusione così capillare e una piena accessibilità – sottolinea Noemi De Santis, co-fondatrice e responsabile comunicazione di Junker – consentono all’app di dare grande visibilità a quelle attività che scelgono di anticipare un cambiamento ormai inevitabile. Ci auguriamo che l’esperienza dell’Orvietano possa diventare un modello replicabile anche in altri territori”.
L’ambizione, quindi, non è soltanto quella di modificare un comportamento individuale, ma di creare una rete locale nella quale amministrazione, gestore dei servizi ambientali, attività economiche e cittadini possano muoversi nella stessa direzione.
Per anni la sensibilizzazione ambientale ha portato i cittadini a chiedersi soprattutto “dove lo butto?”. La sfida di “Zero Waste” prova a spostare il ragionamento un passo prima: “Posso evitare di produrlo?”
Il riciclo rimane fondamentale, ma arriva dopo. Prima ancora c’è la possibilità di ridurre la quantità di rifiuti prodotti e, quando possibile, di riutilizzare ciò che già esiste. Nel caso dei contenitori alimentari, significa sostituire progressivamente l’usa e getta con una pratica semplice e ripetibile.
Per Orvieto, la sperimentazione parte dunque da una collaborazione tra Comune e Cosp TecnoService e dalla disponibilità delle prime attività commerciali. Il vero banco di prova sarà ora trasformare le adesioni iniziali in una rete sempre più ampia, capace di coinvolgere cittadini e visitatori e di preparare il territorio alle nuove regole europee che entreranno progressivamente in vigore a partire dal 2027.