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Musica e turismo si incontrano: torna Umbria Jazz Winter, 33 anni di magia a Orvieto

Musica e turismo tante suggestioni, questo è da 33 anni Umbria Jazz Winter, in scena a Orvieto dal 30 dicembre al 3 gennaio, per una delle mete privilegiate nel calendario degli eventi italiani a cavallo tra le feste di Natale e Capodanno.

Ecco i numeri: in cinque giorni si terranno ottantacinque concerti in cinque diverse location, con la partecipazione di 19 band per un totale di circa 120 musicisti. Si tratta di complessive 130 ore di performance dal vivo, un’offerta musicale di altissima qualità difficilmente da trovare altrove in Italia nello stesso periodo dell’anno. Il cartellone coniuga musica da ascoltare con profonda attenzione a ritmi pensati per divertirsi. Un mix di generi – non solo jazz – legati da un unico filo rosso: l’eccellenza. A fare da cornice ci pensano gli scenari mozzafiato di una delle città più affascinanti dell’Umbria, dove una storia millenaria fa capolino da ogni vicolo. E se ancora non bastasse, Orvieto aggiunge al piatto il buon vino e la grande tradizione culinaria, coronando un “lifestyle” e un’accoglienza che rendono Umbria Jazz Winter l’occasione perfetta per una vacanza speciale di fine anno.

Formula che vince non si cambia e allora via alle 11.30 con la travolgente street parade dei Funk Off tra le vie del centro, per poi proseguire fino alle ore piccole. Una vera e propria non-stop in cui ogni spettatore può disegnare il proprio itinerario musicale personale. Gli spazi scelti sono il Teatro Mancinelli, la Sala dei 400 e la Sala Expo del Palazzo del Capitano del Popolo, il Palazzo dei Sette e la Sala delle Sinopie presso i Palazzi Papali. A queste si aggiungono le vie del centro, con le parate dei Funk Off, mentre il Teatro del Carmine accoglierà le iniziative dedicate ai più piccoli con UJ4KIDS. Il Duomo ospiterà invece i canti religiosi del coro Gospel nel pomeriggio di Capodanno, in occasione della Giornata Mondiale della Pace.

Per chi non vuole rinunciare a brindare in musica, i cenoni di San Silvestro offrono concerti dal vivo in due location esclusive: il Palazzo dei Sette (Meeting Point Bistro) e la Sala Expo del Palazzo del Capitano del Popolo. Qui si terranno anche, per tutta la durata del Festival, i jazz lunch e i jazz dinner, pensati per chi desidera sposare la musica d’autore con le eccellenze gastronomiche orvietane. Nel Palazzo dei Sette, in particolare, la musica andrà in scena senza interruzioni dall’ora di pranzo fino a notte fonda.

Blindfold Test di Ashley Kahn in collaborazione con Downbeat

Ashley Kahn – critico musicale, giornalista, scrittore e una delle “penne” più autorevoli della letteratura jazz contemporanea – sottoporrà a un intrigante blindfold test (test d’ascolto alla cieca) due pesi massimi come Eric Alexander e Vincent Herring. L’appuntamento, a ingresso gratuito, è fissato per il 2 gennaio alle ore 10 nella Sala degli Archi di Palazzo dei Sette.

Umbria Jazz Winter for Kids

Continuano, aggiornandosi di anno in anno, le iniziative dedicate ai più piccoli. La Fondazione Umbria Jazz, in sinergia con scuole e istituzioni, porta avanti UJ4KIDS per rendere familiare il linguaggio musicale, stimolare la creatività e favorire l’inclusione sociale. Il progetto mira a trasformare bambini e ragazzi da semplici fruitori a protagonisti attivi.

Per l’edizione invernale 2026-2027, oltre agli eventi legati alle realtà musicali del territorio, si aggiungeranno laboratori di improvvisazione e sessioni di avvicinamento all’elettronica, per imparare a manipolare creativamente il suono. Gli appuntamenti sono in programma in due fasce orarie (10.00-11.00 e 11.00-12.00) nei giorni 30 e 31 dicembre, 2 e 3 gennaio presso la Sala del Carmine.

Il Manifesto di Nuvolo

Dopo aver omaggiato Dario Fo nella passata edizione estiva, Umbria Jazz continua ad attingere a piene mani dall’arte italiana contemporanea. Il manifesto di quest’anno porta la firma di Nuvolo, nome d’arte del tifernate Giorgio Ascani. Si tratta di uno degli artisti più originali del Novecento, pioniere nell’uso di materiali e tecniche d’avanguardia come la serigrafia e le applicazioni digitali, di cui proprio quest’anno ricorre il centenario della nascita.

L’opera scelta per rappresentare UJ Winter 2026-2027 si intitola Senza titolo (Serotipia) del 1968, ed è uno dei rarissimi esemplari realizzati su PVC trasparente.

I Musicisti di Umbria Jazz Winter (30 dicembre 2026 – 3 gennaio 2027)

Grande attesa per il ritorno di Brad Mehldau, uno degli artisti più amati dal pubblico di Umbria Jazz, palco che lo ha visto muovere i primi passi della sua formidabile carriera. Proporrà tre concerti in “piano solo”, la formula che esprime al meglio l’intimità della sua ispirazione.

Pur nella varietà dei generi, il jazz rimane il cuore pulsante del cartellone.

Spazio al moderno mainstream degli Split Decision, capitanati dal Vincent Herring/Eric Alexander Quintet feat. Mike LeDonne, John Webber e Lewis Nash. Una band dalle forti venature soul e blues, in cui il virtuosismo tecnico si mette al servizio del calore e dell’emotività, esplorando la storia del sassofono da prospettive originali.

In programma anche l’eccezionale duo sax-batteria composto da Steve Wilson & Lewis Nash: nato venticinque anni fa come progetto occasionale, si è consolidato nel tempo grazie a un interplay di altissimo livello.

Dalla scena europea arriva il duo italo-francese formato da Federico Casagrande e Vincent Peirani, capace di creare un lirico intreccio tra chitarra e fisarmonica in una raffinata dimensione cameristica.

Per i nottambuli, la tradizionale chiusura “Round Midnight” è affidata all’House Quintet di Piero Odorici e Daniele Scannapieco, maestri nel restituire il clima infuocato del jazz da club.

Torna a Orvieto, sua città natale, anche Filippo Bianchini, sassofonista dal respiro internazionale, che si presenterà al pubblico con il suo European Quartet.

Un altro appuntamento imperdibile è quello con Isaiah J. Thompson, fuoriclasse ventinovenne ospite della rassegna con il trio di Pizzarelli, a cui il festival ha voluto dedicare l’esclusiva “Piano Room” per una serie di performance in solitaria. Infine, la contaminazione degli Accordi Disaccordi, un crossover che miscela gipsy jazz, melodie mediterranee, ritmi latini ed energia rock.

La rassegna rivolge una grande attenzione anche alla storia del genere. Luca Velotti, storico clarinettista di Paolo Conte e di Nicola Piovani, porta a Orvieto un progetto dedicato alla mitica Black & Tan Fantasy di Duke Ellington. Radici e sonorità arcaiche, ma tremendamente fresche, caratterizzeranno invece l’esibizione degli Sticky Bones, formazione tutta italiana che fotografa il jazz delle origini.

Il cartellone lascia molto spazio anche alle grandi voci.

Nel centenario della nascita di Tony Bennett, torna sul palco John Pizzarelli con il suo trio per un omaggio ai classici americani con un’impronta crooner impeccabile e rilassata. Eleganza, brio e ironia vintage sono invece il marchio di fabbrica delle inglesi The Puppini Sisters, il fenomenale trio vocale che fa rivivere la magia degli anni ’40 e ’50.

Spiccano poi le performance di Allan Harris, baritono raffinato che rievocherà la leggenda di Nat King Cole, e l’energia vulcanica di Nick the Nightfly, amatissimo conduttore radiofonico che sul palco del festival mostrerà il suo talento di performer puro con il suo quintetto.

Il Sacro e il Profano

La spiritualità del Gospel, da sempre momento centrale di Umbria Jazz Winter, risuonerà nel Duomo il pomeriggio di Capodanno con Vincent Bohanan & The Victorious Army Gospel Choir, un maestoso coro nato ad Atlanta per diffondere l’energia trionfante del Vangelo attraverso il canto.

Sul fronte “profano”, l’intrattenimento allo stato puro è garantito dai The Jive Aces, la più famosa band di swing e jive del Regno Unito, celebre per aver fatto ballare persino Buckingham Palace e Trafalgar Square con il suo sound radicato nel rock ‘n’ roll anni ’50.

L’energia in strada con i Funk Off

Non c’è Umbria Jazz senza i Funk Off. La storica marching band toscana continuerà a trascinare il pubblico per le vie del centro di Orvieto, fondendo la tradizione delle orchestrine itineranti del sud degli Stati Uniti con potenti iniezioni di funky e soul stradaiolo.

Si Parte dal Futuro

L’apertura ufficiale del Festival sarà un ponte verso le nuove generazioni, riservando il palcoscenico ai talenti emersi durante l’edizione estiva perugina. In cartellone ci saranno la band formata dai migliori allievi delle Berklee/Umbria Jazz Clinics e il Federico Campanello Quartet, recente vincitore del Conad Contest, premiato per la sua “proposta ben costruita e linguisticamente matura”.