Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma M5S dell’Orvietano sui rimborsi pagati dal Comune di Orvieto alla Cassa di Risparmio di Orvieto per il lavoro svolto dall’assessore Piergiorgio Pizzo. In calce la replica del direttore.
Negli ultimi giorni, è stata resa pubblica la determinazione riguardante i rimborsi comunali che potrebbero mettere in luce una gestione poco trasparente delle risorse pubbliche. Si tratta di un rimborso semestrale di 14.490,54 euro che il Comune di Orvieto paga alla Cassa di Risparmio, una somma che ha suscitato interrogativi sull’adeguatezza e la legittimità della procedura.
La controversa situazione ha come protagonista l’assessore Pizzo, dipendente della Cassa di Risparmio. È importante chiarire che la legge 80 del TUEL prevede un rimborso che l’ente locale deve versare all’azienda che ha come dipendente un amministratore, il quale, per svolgere le sue funzioni in Comune, si sottrae dal proprio lavoro; in questo caso specifico, quello da dipendente della Cassa di Risparmio di Orvieto. Tuttavia, vista l’elevata entità del rimborso, è lecito chiedersi: il rimborso è giustificato? E soprattutto, le procedure rispettano le normative vigenti?
Secondo quanto stabilito dalla Legge 80 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), sembrerebbe che il Comune debba rimborsare all’azienda datrice di lavoro dell’assessore Pizzo il tempo impiegato per le riunioni di giunta e di consiglio, più altre 24 ore di permesso aggiuntivo.
Ci chiediamo se queste pratiche siano condivise e se ci siano stati controlli adeguati riguardo alla trasparenza e all’utilizzo delle risorse pubbliche. La possibilità che il rimborso di circa 30.000 euro anno, vada solo a coprire le ore effettive di lavoro svolto in Comune dovrebbe essere giustificata con richieste di permesso inerenti alle attività ammesse dalla legge di riferimento, naturalmente per garantire la massima trasparenza, dato che stiamo parlando di soldi pubblici.
Pertanto, invitiamo l’amministrazione comunale a fornire spiegazioni chiare riguardo a questa situazione, al fine di evitare antipatiche illazioni sulla gestione dei rimborsi.
La replica alla nota del M5S del direttore
Ultimamente seguo con interesse, e non vicinanza politica, il lavoro svolto localmente dal Movimento 5 Stelle. Di solito vengono portati a galla problematiche interessanti, questa volta è un po’ la scoperta dell’acqua calda. I rimborsi che i Comuni, così anche Orvieto, devono a Enti e aziende che hanno loro dipendenti in seno a istituzioni pubbliche come rappresentanti, sono legge da tempo. E’ stato così nel passato più o meno recente. I rimborsi vengono calcolati sulla paga della persona interessata, quindi commisurati alla base imponibile. Nessuna meraviglia, nessuna sorpresa e nessuna difesa d’ufficio, ma solo evidenza dei fatti. Dove sarebbe lo scandalo? Nella cifra? Questa si può ricavare dallo stipendio riconosciuto alla persona in questione. Niente da segnalare, insomma!