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FDI Orvieto il congresso che non ti aspetti, due anime e un ricorso

Lo scorso 16 febbraio si è svolto il congresso comunale di Fratelli d’Italia.  La giornata ha evidenziato una divisione tra una maggioranza, guidata da Davide Melone e Andrea Sacripanti e una minoranza, così si sono espressi i tesserati, con Zambrino e Spagnoli.  Il neo-segretario Melone ha voluto immediatamente sottolineare la ritrovata unità ma durante la giornata congressuale non sono mancati momenti ad alta tensione tra le due anime del partito e non solo. Stefano Spagnoli ha rimarcato il buon lavoro fatto dai componenti della giunta facenti capo al partito e di Davide Melone in consiglio ma ha dichiarato subito la sua preferenza per Zambrino che lo ha seguito durante tutta la campagna elettorale.  I malumori si sono evidenziati nei toni degli interventi con qualche parola grossa e momenti di imbarazzo.

Il colpo di teatro si è avuto con l’intervento di Umberto Garbini che ha esordito ringraziando pubblicamente l’onorevole Donzelli che ha evitato un pasticcio e un’ingiustizia nei confronti di tre tesserati orvietani, lo stesso Umberto Garbini, il sindaco di Castel Giorgio Andrea Garbini e Carlo Ceci ai quali era stata rifiutata la tessera.  Il racconto dell’ex-presidente del consiglio comunale è proseguito senza fare sconti a nessuno spiegando come in tutta la vicenda non siano state rispettate le regole, in ultimo anche nella comunicazione del congresso arrivata a pochi giorni dall’effettivo svolgimento.  Per tutti questi motivi Garbini ha presentato istanza per invalidare l’intera tornata congressuale. 

Ora saranno gli organi competenti a dover giudicare se effettivamente ci siano state violazioni sostanziali nell’iter di convocazione congressuale.  Sicuramente ne esce un partito ufficialmente unito, come auspica Davide Melone, ma nella sostanza diviso in due anime che si sopportano ma non troppo.