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La famiglia senza numero civico al Fanello, due domande al Comune

Nei giorni scorsi abbiamo raccontato la storia di una famiglia con una bimba piccola con una patologia e che ha avuto riconosciuta anche la Legge 104.  Questa famiglia non ha numero civico e vive in una casa di proprietà senza abitabilità con tutte le conseguenze del caso. Non ci siamo dimenticati e abbiamo chiesto all’amministrazione comunale che cosa può fare.  L’assessore Andrea Sacripanti ci ha risposto, “L’amministrazione è in contatto diretto con la famiglia e sta mettendo in atto quanto di sua competenza nei confronti del costruttore affinché la situazione si risolva”.  Siamo andati alla ricerca di possibili soluzioni e vediamo cosa ne è uscito fuori.

Intanto in una lottizzazione il collaudo delle opere di urbanizzazione (strade, Illuminazione, rete fognaria per citare alcuni esempi) spetta al costruttore che dovrà incaricare un tecnico abilitato alla certificazione di collaudo tecnico e funzionale.  A garanzia che questo importante passaggio venga effettuato di solito i comuni richiedono una fidejussione a garanzia.  Proprio in caso di inadempienza, il Comune può procedere con l’escussione della fidejussione per poi procedere al completamento delle opere e al loro collaudo, anche in caso di mancanza di garanzie.  Nel caso specifico sembrerebbe che i tempi siano abbondantemente scaduti.  In questi ultimi giorni ci è stato riferito che sono stati effettuati alcuni rilievi, chissà “eppur si muove” qualcosa.

Intanto poniamo una semplice domanda: E’ stata richiesta e poi escussa la fidejussione?

Siamo andati anche a ricercare le azioni che possono effettuare gli abitanti di immobili senza abitabilità per la mancanza di collaudo delle opere di urbanizzazione.  Prima di tutto il singolo o più abitanti riuniti in un comitato, possono presentare istanza al Comune richiedendo l’intervento d’ufficio.  Il Comune una volta accertata l’inadempienza, come sembrerebbe nel caso di cui ci siamo occupati, può escutere la fidejussione (di questo non abbiamo notizie ndr) e comunque completare l’iter autorizzativo a carico del costruttore.

Il singolo abitante o il comitato possono chiedere al Comune di valutare soluzioni temporanee che sembrano esserci.  Stando alle ricerche che abbiamo effettuato il Comune può concedere un certificato di abitabilità parziale con una presa in carico provvisoria delle opere.

Nel contempo gli abitanti degli immobili interessati possono procedere per le vie legali e insinuarsi nel fallimento se questa fattispecie venisse evidenziata. Una seconda ed ultima domanda: è possibile che il Comune proceda con queste soluzioni temporanee in attesa di addivenire ad una definitiva?

Noi rimaniamo in attesa degli sviluppi perché non vorremmo che la questione si perdesse nella memoria troppo spesso corta di istituzioni e cittadini distratti dallo scorrere degli eventi.