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Il nuovo romanzo di Antonio Rossetti esplora la crisi dell’uomo moderno tra realismo e atmosfere gotiche

Realismo intriso di venature gotiche, scenari desolati e la profonda crisi di una famiglia che si muove sullo sfondo dell’instaurarsi di un nuovo totalitarismo. Sono questi gli ingredienti densi e complessi del nuovo lavoro letterario di Antonio Rossetti, scrittore originario di Piancastagnaio ma orvietano d’adozione, che torna in libreria con un’opera di grande spessore psicologico e sociale.

Il dialogo silenzioso e le radici del trauma La narrazione prende il via in medias res all’interno di una stanza d’ospedale. Un figlio cerca disperatamente di comunicare con il padre morente e, pensando ad alta voce, ripercorre l’intera storia della loro famiglia. Il genitore sembra non udire ma in realtà percepisce ogni parola e risponde attraverso un profondo e intimo dialogo interiore. Da questo espediente narrativo si snodano le traiettorie di due famiglie, in un arco temporale che va dagli anni a cavallo tra le due guerre mondiali fino a un presente indefinito.

I destini si incrociano grazie all’amore di due giovani che si incontrano in uno studio psicoterapeutico. Lui è il futuro padre morente, figlio di un ex internato in un campo di lavoro in Germania e impegnato a redigere una tesi su Lacan. Lei proviene da un nucleo familiare segnato da un dramma incancellabile. Il nonno ha infatti perso la vista in un incidente causato dal datore di lavoro e il risarcimento ottenuto ha permesso alla famiglia di superare la crisi economica degli anni Trenta. Questo benessere “comprato” con gli occhi del capostipite ha però generato un livore inestinguibile. Gli antichi ardori socialisti dell’uomo si sono trasformati in una paranoia sospettosa che ha finito per avvelenare l’intera discendenza, spingendo la giovane donna a cercare aiuto in terapia.

La disgregazione familiare e il disagio mentale Il legame tra i due giovani subisce ben presto un inesorabile avvelenamento che finisce per travolgere anche il figlio, nato dal loro amore e voce narrante dell’opera. Madre e figlio attribuiscono la crisi all’assenza mentale del padre, mentre quest’ultimo accusa l’ambiente tossico in cui è cresciuta la moglie.

Il peso di questo disagio spinge il ragazzo in una clinica psichiatrica, un luogo dove le persone smettono di essere considerate “diverse” per trasformarsi definitivamente in malati. Tra le mura del centro, il giovane sperimenta un amore tormentato per un’altra degente e stringe una velenosa ma fondamentale amicizia con il proprio compagno di stanza. Nel frattempo la madre cerca un precario equilibrio unendosi a un gruppo di adepti guidati da un monaco antimodernista, ex ufficiale della Repubblica Sociale.

Il padre, abbandonata la famiglia in preda allo sconforto, fa il suo ritorno solo perché aggredito da una malattia di difficile diagnosi. Un vero e proprio “male di vivere” che lo conduce verso la soglia ultima, consumato da un rancore mai sopito nei confronti di Dio.

Distopia ecologica e metafora politica A fare da cornice al dramma intimo dei protagonisti c’è una grave crisi ecologica. Il romanzo descrive una città dai colori crepuscolari dove Natura e Uomo si contendono ferocemente gli spazi. Il sistema tecnologico della fibra ottica convive con le incursioni di gabbiani ormai urbanizzati e con una drammatica carenza d’acqua. In questo scenario desolante, la morte del protagonista si eleva a potente metafora della fine dell’Uomo della democrazia. Incapace di sperare nella perfezione del Tutto, l’imperfezione umana non può fare altro che sublimarsi in quella del Nulla.

L’autore Antonio Rossetti vanta un percorso letterario già ricco di riconoscimenti. Il suo primo romanzo del 2016 intitolato “Qualunque cosa sia Dio” narra l’esperienza di un padre prigioniero in un campo di lavoro in Germania dopo il 1943 e si è classificato al secondo posto al Premio Matteotti 2018 indetto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il suo secondo lavoro, “L’uomo dell’arco” del 2023, affronta il tema della crisi come scontro di civiltà ed è stato premiato al concorso Albero Andronico. L’autore collabora regolarmente con le testate letterarie Sololibri.net e 84 Charing Cross.