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Eolico Phobos: guerra di carte e dichiarazioni tra Comune e Regione sul ricorso al TAR

immagine creata con IA

Alta tensione tra il Comune di Orvieto e la Regione Umbria sul progetto del parco eolico Phobos. Al centro della disputa, la costituzione in giudizio davanti al TAR dell’Umbria contro il ricorso presentato da RWE Renewables Italia Srl, in seguito al diniego dell’autorizzazione da parte della Regione.

La sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, aveva accusato la Regione di “mancata costituzione in giudizio”, sollevando preoccupazioni sul presunto disinteresse dell’ente regionale. Accuse respinte con forza dall’Avvocatura regionale, che ha precisato di aver formalizzato la costituzione in giudizio con una delibera di Giunta del 30 dicembre 2025, ben prima della sentenza del Consiglio di Stato. L’Avvocatura ha inoltre chiarito che la decisione del Consiglio di Stato ha reso “superfluo e inutile” il passaggio sulla sospensiva cautelare, optando per una costituzione diretta nel merito della questione. La Regione ribadisce il suo impegno a difendere l’esito negativo della Conferenza dei servizi e a non lasciare solo nessun controparte, incluso il Comune di Orvieto.

L’assessore regionale all’ambiente, Thomas De Luca, chiamato in causa dalla sindaca Tardani, ha contrattaccato definendo la posizione del Comune una “mera strumentalizzazione politica priva di fondamento giuridico e amministrativo”. De Luca ha ricordato che l’attuale Giunta regionale è stata l’unica a concludere l’iter autorizzativo con esito negativo, ponendo un freno alla “liberalizzazione selvaggia” promossa dal Governo centrale, lo stesso che, secondo l’assessore, ha dato il via libera all’impianto nonostante il parere contrario del Ministero della Cultura. De Luca ha inoltre accusato la sindaca Tardani di diffondere “fake news” e di cercare visibilità politica, invitandola a concentrarsi sulla tutela del territorio invece che sulle polemiche.

La replica del Comune di Orvieto non si è fatta attendere. La sindaca Tardani e l’assessore all’Ambiente Andrea Sacripanti si sono detti “basiti” dai toni aggressivi di De Luca, respingendo le accuse di diffondere notizie false. Hanno ribadito che, nell’udienza al TAR, la Regione non risultava costituita né aveva depositato memorie, un fatto confermato anche dall’Avvocatura regionale che ha ritenuto superfluo il passaggio sulla sospensiva. Il Comune, al contrario, ha deciso di costituirsi subito, depositando la propria memoria difensiva, considerandolo un passo fondamentale per arginare una possibile pronuncia immediata dei giudici.

Tardani e Sacripanti hanno sottolineato che l’approvazione di una delibera di Giunta non equivale alla costituzione in giudizio, che richiede il deposito formale degli atti. Hanno inoltre espresso preoccupazione per la mancata considerazione, nella legge regionale sulle aree idonee, delle istanze del Comune di Orvieto per vincoli più stringenti a tutela del territorio. Infine, hanno invitato l’assessore De Luca al dialogo e alla collaborazione, chiedendo risposte e azioni concrete per il territorio, invece di polemiche e toni ostili.