Anche Orvieto sarà tra le città coinvolte nella campagna nazionale di raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che punta a tutelare il personale delle forze dell’ordine e delle forze armate nell’esercizio delle proprie funzioni. L’iniziativa, promossa dal Nuovo Sindacato Carabinieri, è intitolata “Disposizioni per il superamento dell’atto dovuto e per la tutela del personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate” e sabato 8 novembre farà tappa lungo Corso Cavour e in Piazza Gualterio, dalle 9.30 alle 22.30.
La proposta di legge mira a superare il cosiddetto “atto dovuto”, la norma che impone l’iscrizione automatica nel registro degli indagati per gli operatori delle forze dell’ordine coinvolti in episodi di servizio che comportano ferimenti o decessi. Una prassi che, pur garantendo il principio di legalità, spesso comporta per i militari e gli agenti pesanti conseguenze sul piano personale e professionale. La raccolta firme, che si sta svolgendo in numerose città italiane, vuole promuovere una maggiore tutela giuridica e morale per chi è chiamato a garantire la sicurezza pubblica. Tra i punti principali della proposta figurano l’istituzione di un fondo nazionale per sostenere le spese legali, la sospensione degli effetti disciplinari fino alla sentenza definitiva, la presunzione di legittimità dell’azione in divisa e l’introduzione di percorsi di supporto psicologico per gli operatori coinvolti in eventi traumatici.
“Un carabiniere o un poliziotto che sa di essere tutelato sarà più sereno nel proprio lavoro e quindi più efficace nel proteggere i cittadini” ha spiegato il segretario generale vicario del Nuovo Sindacato Carabinieri, sottolineando come la sicurezza dei cittadini e quella di chi li difende debbano procedere di pari passo. La scelta di Orvieto come tappa della campagna risponde alla volontà di coinvolgere anche le realtà territoriali, dove la presenza delle forze dell’ordine rappresenta un presidio fondamentale per la comunità. L’iniziativa vuole essere anche un momento di informazione e confronto con i cittadini, per spiegare nel dettaglio i motivi della proposta e raccogliere adesioni consapevoli.
L’obiettivo complessivo è quello di raccogliere 50 mila firme autenticate, necessarie per presentare la proposta in Parlamento. Un passo che, nelle intenzioni dei promotori, potrebbe avviare una riflessione più ampia sul ruolo e sulle tutele di chi ogni giorno indossa un’uniforme al servizio dello Stato.
INFORMAZIONI SULL’ATTO DOVUTO
Che cos’è l’“atto dovuto”?
L’atto dovuto è una procedura prevista dal codice di procedura penale che obbliga la magistratura a iscrivere nel registro degli indagati gli appartenenti alle forze dell’ordine coinvolti in episodi che abbiano causato lesioni o decessi. Si tratta di una misura di garanzia, ma spesso è percepita come una presunzione di colpevolezza per chi agisce nell’ambito del proprio servizio.
Perché la norma è contestata?
Secondo i promotori della proposta, la norma finisce per penalizzare ingiustamente chi, in situazioni di emergenza, si trova a dover intervenire in contesti complessi o pericolosi. L’iscrizione automatica nel registro degli indagati comporta spesso sospensioni, procedimenti disciplinari e un forte stress psicologico per gli operatori, anche in assenza di responsabilità dirette.
Cosa propone la nuova legge?
La proposta mira a riformare la procedura, prevedendo una valutazione preliminare più approfondita prima dell’iscrizione formale e garantendo maggiori tutele legali e psicologiche. Inoltre, introduce misure di sostegno economico e giuridico per il personale coinvolto e valorizza il principio di presunzione di legittimità dell’azione di servizio.
Qual è l’obiettivo finale della campagna?
La raccolta firme punta a promuovere una riflessione nazionale sul tema della sicurezza, ribadendo che la tutela di chi difende i cittadini è parte integrante della sicurezza stessa. L’intento è di presentare la proposta in Parlamento entro il 2026, una volta raggiunta la soglia delle 50 mila firme necessarie.
