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Cantieri, code e “furbetti”, il martedì nero degli automobilisti orvietani

foto gentilmente concessa da Tele OrvietoWeb

Il martedì di rientro dopo la pausa pasquale si è trasformato in una vera e propria prova di resistenza per gli orvietani e per i turisti che hanno deciso di trattenersi una notte in più. Alle 9 del mattino, è spuntato un cantiere nel bel mezzo della strada che collega lo Scalo, Orvieto e Sferracavallo. Le scuole sono ancora chiuse, è vero, ma i blocchi del traffico sono stati immediati e pesanti per la viabilità. Anche chi ha provato la “fuga” passando dalla variantina non ha avuto scampo, complici i lavori di posa della fibra ottica. Niente da fare: tutto fermo.

Cercando lumi, siamo andati a scorrere il sito del Comune a caccia di eventuali ordinanze, ma non ne abbiamo trovato traccia. D’altronde, la strada in questione è di competenza di un ente terzo, non dell’amministrazione comunale. Ma se la burocrazia divide le competenze, la strada unisce i disagi: con il passare delle ore la situazione è diventata veramente insostenibile, con ripercussioni su tutto l’anello stradale alle pendici della rupe.

Agli automobilisti non è rimasto che armarsi di santa pazienza. I tempi di percorrenza, per tratte di poche centinaia di metri o poco più di un chilometro, hanno superato abbondantemente i 30 minuti, toccando punte di tre quarti d’ora nelle fasce di maggior traffico. Ad aggravare il quadro, come se non bastasse, ci hanno pensato i soliti “furbetti” del semaforo, quelli che saltano la fila o improvvisano soste creative.

In un simile scenario di anarchia su asfalto, molti hanno cercato con lo sguardo una divisa per sbrogliare la matassa. Abbiamo chiesto agli automobilisti transitati nell’area, in orari e su percorsi diversi, se a regolamentare il caos ci fosse qualche agente della Polizia Locale. La risposta è stata unanime: nessuno. Sia chiaro, è altamente probabile (e in parte comprensibile) che, trattandosi di lavori gestiti da un ente terzo senza un’adeguata comunicazione preventiva, anche il Comando della Polizia Locale sia stato preso in contropiede o fosse impegnato su altre emergenze. Tuttavia, il dato di fatto per chi era al volante è che in strada è mancato un presidio visibile capace di disciplinare il traffico e scoraggiare i furbetti.

A questo punto, le domande sorgono spontanee. Va bene la divisione delle competenze, ma è possibile che un Ente decida di aprire cantieri in snodi nevralgici della viabilità cittadina senza comunicarlo tempestivamente all’amministrazione locale e, di conseguenza, alle Forze dell’Ordine territoriali? Si tratta di un cantiere “lampo” o, come temiamo, serviranno giorni per terminare i lavori? Arrivare alla stazione ferroviaria, all’ospedale o agli ambulatori USL del Borgo – tutti servizi pubblici essenziali – è stata un’avventura. Da mercoledì 8 aprile riparte anche il traffico scolastico: c’è un piano di gestione dell’emergenza?

I lavori sono giusti, anzi giustissimi, soprattutto in tratti ad elevata percorrenza dove le condizioni del manto stradale sono al limite della decenza. Ma serve un coordinamento preventivo. Serve qualcuno che gestisca l’inevitabile emergenza, che si occupi di ottimizzare i flussi e far scorrere le auto evitando la paralisi totale della città.