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Caldo nei reparti dell’ospedale, impianti funzionanti ma i comportamenti scorretti aggravano il disagio

Sono diverse le segnalazioni giunte in questi giorni da cittadini che hanno frequentato l’ospedale Santa Maria della Stella di Orvieto. Al centro delle lamentele ci sono le temperature elevate registrate in alcuni locali del reparto di Medicina, al quarto piano della struttura.

Dopo le segnalazioni abbiamo effettuato alcune verifiche. Qualche situazione di disagio effettivamente esiste, ma, secondo quanto appreso da fonti interne, non sarebbe riconducibile a un malfunzionamento dell’impianto di climatizzazione. Gli impianti risultano infatti regolarmente in funzione e, proprio in questi giorni, i tecnici stanno effettuando ulteriori controlli e valutando possibili interventi per migliorare il comfort nelle aree maggiormente esposte al sole e negli spazi comuni.

L’eccezionale ondata di caldo che da settimane interessa il territorio ha inevitabilmente messo sotto pressione anche i sistemi di raffrescamento dell’ospedale, che, secondo quanto riferito, stanno comunque operando analogamente a quanto avvenuto durante la lunga estate dello scorso anno.

Accanto agli aspetti tecnici, emerge però anche un problema legato ai comportamenti adottati all’interno delle stanze di degenza. Per mantenere efficace la climatizzazione è infatti fondamentale che, nelle ore più calde della giornata, vengano tenute chiuse finestre e serrande, soprattutto nei locali esposti direttamente al sole. Lasciare gli infissi aperti significa disperdere continuamente l’aria fresca prodotta dagli impianti, sotto pressione per il caldo estremo, e favorire l’ingresso di aria calda dall’esterno, rendendo molto più difficile mantenere temperature accettabili per tutti i degenti.

Un’altra criticità segnalata riguarda l’utilizzo di ventilatori portati direttamente da alcuni pazienti o dai loro familiari. Si tratta di una pratica che non è consentita all’interno dei reparti ospedalieri. Nella maggior parte dei casi questi apparecchi non rispondono ai requisiti richiesti per l’impiego in ambienti sanitari e, soprattutto, possono rappresentare un rischio per persone particolarmente fragili, favorendo la diffusione di polveri e microrganismi o provocando complicanze in pazienti già debilitati.

L’obiettivo resta quello di garantire le migliori condizioni possibili per degenti e operatori sanitari. Da una parte prosegue il lavoro dei tecnici per individuare eventuali soluzioni strutturali che consentano di contenere ulteriormente le temperature nei reparti più esposti; dall’altra è però indispensabile anche la collaborazione di pazienti e visitatori, adottando comportamenti corretti che permettano agli impianti di climatizzazione di lavorare nelle condizioni previste.